Sangue, leucemia

Un recente studio ha analizzato i livelli di PFAS nei cittadini europei per valutare i rischi legati alla salute. La ricerca ha coinvolto centodieci volontari provenienti da diversi Paesi. Tutti i partecipanti presentavano nel sangue le principali sostanze chimiche a catena lunga. Inoltre i test hanno rilevato la presenza di composti a catena ultrabreve come l’acido trifluoroacetico. Le concentrazioni di questa sostanza sono risultate molto elevate. Infatti i valori di acido trifluoroacetico superano di quattro volte la somma degli altri contaminanti analizzati.

I fattori di rischio e le abitudini alimentari correlate

I dati evidenziano un aumento delle sostanze a catena lunga negli uomini più anziani. Al contrario non emergono differenze rilevanti tra uomini e donne per le molecole ultrabrevi. Inoltre l’alimentazione gioca un ruolo determinante nell’accumulo di questi elementi. In particolare il consumo di carne e pesce aumenta i livelli di PFAS nei cittadini europei. Tuttavia le abitudini d’uso di pentole antiaderenti o acqua di rubinetto non mostrano legami diretti con i dati raccolti.

Le conseguenze sulla salute e la soglia di sicurezza EFSA

Purtroppo un quarto dei volontari supera i limiti di sicurezza previsti dalle autorità europee per la salute. In particolare l’esposizione eccessiva colpisce anche diverse donne in età fertile. Di conseguenza i medici temono danni al sistema immunitario dei nascituri. Inoltre le recenti norme classificano l’acido trifluoroacetico come tossico per la riproduzione umana. Infine gli esperti chiedono un monitoraggio costante per ridurre la presenza di queste molecole nell’ambiente.