Il contributo economico dei Paesi attivi alla lotta contro l’HIV nel mondo, tra cui gli USA, potrebbe diminuire drasticamente. Ciò potrebbe portare a dieci milioni di infezioni e tre milioni di morti per AIDS in più entro il 2030. Oltre gli Stati Uniti i Paesi che contribuiscono in maniera collettiva a più 90% dei finanziamenti internazionali sono Regno Unito, Francia, Germania e Paesi Bassi.

La riduzione dei finanziamenti destinati alla lotta contro l’HIV rappresenta una preoccupante minaccia per i progressi compiuti nel corso degli ultimi decenni nella prevenzione, cura e trattamento di questa malattia. I recenti tagli ai fondi rischiano di compromettere i risultati positivi conquistati faticosamente negli anni e di aumentare le disuguaglianze nell’accesso a trattamenti vitali.

Lo studio di The Lancet HIV

Secondo la ricerca di The Lancet HIV i finanziamenti internazionali sono stati cruciali nel ridurre le nuove trasmissioni e i decessi. Cinque paesi che forniscono oltre il 90% dei finanziamenti internazionali per l’HIV hanno annunciato riduzioni degli aiuti internazionali tra il 2025 e il 2026. Il governo degli Stati Uniti ha sospeso gli aiuti con effetto immediato il 20 gennaio 2025. Lo studio ha analizzato il potenziale impatto di queste riduzioni dei finanziamenti sull’incidenza e la mortalità dell‘HIV.
Il tutto eseguito tramite modelli matematici e statistici

Impatti devastanti

I finanziamenti per la ricerca scientifica sui trattamenti per l’HIV giungono in gran parte da enti governativi e organizzazioni internazionali. L’innovazione nella medicina antiretrovirale ha portato a un miglioramento significativo nella qualità della vita delle persone HIV positive. La ricerca sulla possibilità di una cura definitiva è una speranza per milioni di individui in tutto il mondo.

Nel 2010 sono state salvate 14 milioni di vite salvate, ma c’è ancora molto da fare.

I dati dell’UNAIDS sull’epidemia di HIV e AIDS, stimano che nel 2021 a fronte di 38,4 milioni di persone che vivono con il virus, ci siano state 1,5 milioni di nuove diagnosi.

Secondo l’Istituto Superiore della Sanità – ISS, il numero delle nuove diagnosi è diminuito nel tempo. Passando dal picco del 1996 con 3,2 milioni di nuove infezioni a circa 1,5 milioni nel 2021.

Alla fine di dicembre 2021, 28,7 milioni di persone con l’HIV hanno avuto accesso alle terapie antiretrovirali. Ciò rappresenta il 75% del totale. Nel 2021, l’81% delle donne in gravidanza ha avuto accesso alle terapie antiretrovirali per prevenire la trasmissione del virus al nascituro.

Decessi correlati all’Aids

Il numero di decessi annuali attualmente continua a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate Tuttavia nel 2021 sono stati registrati 650.000 decessi e questi saranno destinati ad aumentare vertiginosamente.

Il rischio è di invertire la tendenza positiva che ha portato le persone a sopravvivere. Questo perché nonostante un migliore accesso alle terapie, le persone affette da HIV continuano ad ammalarsi, a essere ricoverate in ospedale e a morire per cause correlate all’HIV.

I tagli andrebbero a colpire in modo devastante i paesi più poveri come quelli dell’Africa subsahariana e le popolazioni economicamente più vulnerabili.