Dengue nuove linee guida (foto free Vassia_Sarri) da Pixabay

La gestione della dengue compie un passo decisivo in Italia grazie all’aggiornamento delle linee guida nazionali, frutto del lavoro dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani. Il documento rappresenta un riferimento scientifico fondamentale per la diagnosi, il trattamento, la prevenzione e il controllo della malattia. E colma inoltre un vuoto normativo e operativo che fino a oggi aveva limitato l’uniformità degli interventi sul territorio.

Il ruolo dello Spallanzani nella lotta alle malattie infettive

Con questo aggiornamento, lo Spallanzani rafforza quindi il proprio ruolo di centro di eccellenza nel panorama nazionale e internazionale delle malattie infettive. L’istituto ha curato la traduzione in lingua italiana e la revisione delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla dengue. E, inoltre, l’ha resa accessibile e applicabile al contesto sanitario italiano.

Si tratta del primo documento strutturato di questo tipo disponibile in Italia, pensato per supportare in modo concreto la comunità scientifica e gli operatori sanitari nella gestione di una patologia in crescita anche nei Paesi non tropicali.

Un aggiornamento necessario e basato sulle evidenze più recenti

Le nuove linee guida prendono le mosse dal documento OMS pubblicato nel 2009. Integrato con le indicazioni più recenti elaborate dall’Organizzazione Panamericana della Sanità nel 2022. Il lungo intervallo temporale tra le prime raccomandazioni e il contesto attuale ha reso quindi indispensabile una revisione profonda di diversi contenuti.

Epidemiologia e nuovi scenari di diffusione

Particolare attenzione riservata all’aggiornamento dei dati epidemiologici, profondamente cambiati negli ultimi anni. La diffusione del virus, favorita anche da fattori climatici e ambientali, richiede oggi strumenti di analisi e risposta più avanzati, soprattutto nei territori dove la dengue non era tradizionalmente considerata endemica.

Diagnosi e sorveglianza adattate al contesto italiano

Anche la diagnosi di laboratorio è stata rivista alla luce delle più recenti evidenze scientifiche, con l’obiettivo di migliorare l’identificazione precoce dei casi. La sorveglianza epidemiologica ed entomologica è stata inoltre adattata alla realtà nazionale, con un focus specifico sulla Regione Lazio, grazie alla collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana.

Questo adattamento consente una maggiore efficacia nel monitoraggio dei vettori e nella prevenzione della diffusione del virus sul territorio.

Un lavoro multidisciplinare al servizio della comunità scientifica

L’aggiornamento delle linee guida è il risultato di un lavoro corale che ha coinvolto diverse unità specialistiche. Clinici, virologi, rianimatori ed esperti di sanità pubblica hanno contribuito alla definizione di un documento completo, capace di affrontare la dengue in tutte le sue fasi, dalla gestione clinica fino alle prospettive terapeutiche e vaccinali.

La revisione finale ha garantito coerenza scientifica e rigore metodologico, rendendo le linee guida uno strumento affidabile e aggiornato per l’intero sistema sanitario.

Riconoscimento scientifico e diffusione internazionale

Le nuove linee guida italiane sulla dengue hanno ottenuto il patrocinio delle principali società scientifiche di malattie infettive, confermandone il valore e la solidità scientifica. La pubblicazione sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ne assicura la diffusione a livello nazionale e internazionale, mettendo il documento a disposizione dell’intera comunità scientifica.

Questo riconoscimento rappresenta un ulteriore passo avanti nella costruzione di una risposta coordinata e basata sull’evidenza alla dengue, una patologia che richiede oggi attenzione, preparazione e strumenti condivisi