Che cosa possono avere in comune il teatro di William Shakespeare, la danza e il Fair Play? La risposta passa attraverso un principio fondamentale. L’arte non è soltanto espressione del talento, ma anche un’occasione per educare al rispetto, alla responsabilità e alla relazione con gli altri.
È in questa prospettiva Ruggero Alcanterini presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP) presenta il progetto Arti in Danza – Premio Garbatella 2027 di Alessandro Alcanterini durante l’evento Fair Play for Life 2026 in programma lunedì 19 ottobre al Palazzo H del Foro Italico, largo Lauro De Bosis 15, a Roma.
Dalle ore 9.30 alle ore 11.00, Sala Presidenti Conferenza stampa nazionale Fair Play e del III Festival of Inclusion.
Dalle ore 11.00 alle ore 12.30, Sala Giunta Premiazioni, inno, mostra e presentazioni Fair Play for Life
William Shakespeare, il teatro come scuola di vita
Indice dei contenuti
“Non tutti sanno che fu William Shakespeare, l’inventore storico del concetto di fair play”. Afferma Ruggero Alcanterini, commendatore della Repubblica e presidente del CNIFP.
Il Fair Play non riguarda soltanto lo sport, ma si applica a tutti gli aspetti della vita e al modo in cui ci si confronta con gli altri», Continua Alcanterini.
La riflessione si estende naturalmente al mondo dello spettacolo. Anche sul palcoscenico, infatti, il talento individuale acquista valore attraverso la collaborazione, il riconoscimento delle competenze e la responsabilità verso il gruppo.
Dalla lezione dei classici alla danza contemporanea, il teatro può diventare uno strumento per trasmettere questi principi in modo coinvolgente, attraverso storie, corpi, parole ed emozioni.
Il teatro di Shakespeare continua a parlare al pubblico contemporaneo perché affronta questioni universali: il potere, la coscienza, la lealtà, il conflitto, la responsabilità individuale e le conseguenze delle proprie scelte.
Sono temi che dialogano naturalmente con il Fair Play. Sul palcoscenico, come nello sport e nella vita quotidiana, il confronto con gli altri richiede ascolto, disciplina e rispetto delle regole condivise.
L’esperienza teatrale insegna inoltre a riconoscere il valore del lavoro collettivo. Un interprete può esprimere pienamente il proprio talento soltanto attraverso il rapporto con gli altri attori, con il regista e con tutte le professionalità che contribuiscono alla realizzazione dello spettacolo.
In questo senso, Shakespeare rappresenta un punto di partenza particolarmente significativo per riflettere sul rapporto tra arte e responsabilità. Le sue opere mettono in scena le contraddizioni dell’essere umano e invitano a interrogarsi sulle conseguenze delle decisioni individuali.
Il teatro diventa così uno spazio in cui la cultura può contribuire alla formazione della persona, senza rinunciare alla forza espressiva dello spettacolo.
Arti in Danza – Premio Garbatella 2027: quando il Fair Play incontra le arti performative
Il progetto Arti in Danza – Premio Garbatella 2027, associato ad Alessandro Alcanterini costituisce il più ampio dialogo tra spettacolo dal vivo, partecipazione e promozione dei valori etici.
La danza, come il teatro, richiede preparazione, disciplina, ascolto e capacità di lavorare insieme. Il risultato artistico nasce dall’incontro tra competenze individuali e impegno collettivo.
Da qui prende forma una riflessione che va oltre la performance: valorizzare un artista significa riconoscere non soltanto la qualità tecnica, ma anche il percorso umano, la dedizione e il rispetto dimostrati nel proprio lavoro.
Il Fair Play può trovare nelle arti performative un terreno fertile proprio perché propone una cultura della competizione sana, del riconoscimento reciproco e della valorizzazione del merito.
Il progetto offre quindi l’occasione per approfondire una domanda di interesse culturale: come possono il teatro e la danza contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza sociale, soprattutto tra le nuove generazioni?
È un tema che unisce formazione artistica e cittadinanza, mettendo in relazione il palcoscenico con la vita delle comunità.
Il CNIFP e il valore culturale dello spettacolo dal vivo
La manifestazione prevede una conferenza stampa nazionale, la presentazione del III Festival of Inclusion, riconoscimenti al merito etico e momenti dedicati alla musica, alle arti visive e alla cultura.
I lavori si svolgeranno dalle 9.30 alle 12.30, con due momenti principali:
Ore 9.30-11.00, Sala Presidenti: conferenza stampa nazionale e presentazione delle iniziative.
Ore 11.00-12.30, Sala Giunta: premiazioni, presentazione dell’inno Fair Play, mostra e interventi culturali.
Ad aprire la conferenza saranno Ruggero Alcanterini, presidente del CNIFP, e l’Avv. Ezio Bonanni, vicepresidente del Comitato e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. È prevista la partecipazione del presidente del CONI Luciano Buonfiglio.
Tra gli appuntamenti annunciati figura il III Festival of Inclusion, previsto dal 23 al 25 ottobre 2026 al Palatorrino di Roma, con un programma dedicato allo sport inclusivo e paralimpico.
La manifestazione coinvolgerà inoltre realtà impegnate nello spettacolo dal vivo, nel benessere animale, nell’accessibilità degli impianti sportivi e nella promozione della salute.
Shakespeare, la musica e la pace: l’arte come messaggio universale
Tra i momenti culturali di FAIR PLAY FOR LIFE 2026 è prevista la presentazione dell‘inno Fair Play, interpretato dal soprano Lucia Rubedo.
Alla cantante è inoltre associato il riconoscimento che richiama il pensiero e la voce di Shakespeare come espressione di rispetto e pace.
La manifestazione darà spazio anche all’opera visiva Centomani, presentata da Eugenio Di Paolo, e al volume Palla, Storia universale di una sfera, di Antonio Amara. Linguaggi differenti, accomunati dalla possibilità di comunicare valori attraverso la creatività.
Il dialogo tra teatro, musica, danza e arti visive dimostra quanto la cultura possa contribuire a costruire occasioni di incontro. L’arte non si limita a rappresentare la realtà: può offrire strumenti per inte pretarla e promuovere una convivenza fondata sul rispetto.
È proprio questo legame a rendere interessante un approfondimento dedicato al rapporto tra Shakespeare e Fair Play, con uno sguardo alle nuove forme di spettacolo e ai progetti che coinvolgono le arti performative.
Performance Art: consegna della torcia madre originale olimpionica 1960
Un gesto altamente simbolico e performativo unirà idealmente la memoria olimpica alla cultura, alla pace e alla trasmissione dei valori tra generazioni: la storica atleta olimpionica Luciana Marcellini, consegnerà la torcia “madre” originale realizzata nel 1960, dall’archeologo Amedeo Maiuri, custodita dalla famiglia di Marcello Garroni (segretario generale dei XVII Giochi Olimpici), al soprano Lucia Rubedo e via via agli altri premiati.
La collaborazione con le realtà dello sport, della cultura e dello spettacolo dal vivo può favorire nuove occasioni di partecipazione e contribuire alla diffusione di una cultura dell’inclusione.
I premiati per il merito etico
Alle ore 11.00, nella Sala Giunta, si svolgerà infine la cerimonia di premiazione, aperta dall’esecuzione dell’Inno Fair Play.
Gli otto riconoscimenti sono destinati a personalità che, attraverso il proprio percorso professionale, culturale e umano, hanno contribuito alla promozione di comportamenti ispirati a lealtà, responsabilità, inclusione e rispetto.
I premiati saranno:
Andrea Alberto Pellegrini, campione paralimpico, schermidore e cestista
Luciana Marcellini, la più giovane atleta partecipante ai Giochi olimpici di Roma 1960.
Michele Grillo, straordinario moderno promotore del tifo sportivo etico.
Salvatore Cristiani, medico storico divulgatore del Fair Play della Salute.
Daniele Laureti, instancabile assertore dell’impiantistica sportiva e dello sport inclusivo.
Cesare Gaudiano, fantastico alfiere dei valori del Fair Play nella società civile.
Antonio Amara, talentuoso inventore di storici eventi dedicati al merito.
Eugenio Di Paolo, artista unico e visionario del Fair Play oltre le immagini
Lucia Rubedo, il pensiero e la voce di Shakespeare per il rispetto e la pace.
I riconoscimenti intendono quindi valorizzare il merito etico, oltre ai risultati e alle competenze individuali, mettendo in evidenza il contributo che ciascun premiato ha offerto alla società attraverso il proprio ambito di attività.
