alcol

Sono 8 milioni e 700.000 gli italiani a rischio per il consumo di alcol, dei quali 64.500 con dipendenza prese in carico dai servizi di alcologia nel 2020. Tra le persone prese in carico dai servizi di alcologia, il 22,9% è rappresentato da utenti nuovi.

Gli incidenti stradali provocati dal consumo eccessivo di alcol sono stati 3.700 nel 2021, sul totale di 40.310 rilevazioni effettuate da polizia e carabinieri. Sono alcuni dei dati contenuti nella Relazione al Parlamento da parte del ministro Roberto Speranza sugli interventi realizzati nel 2021 in materia di alcol e problemi correlati. Se ne parlerà in questi giorni – dal 15 al 17 marzo – durante la della Conferenza Nazionale Alcol 2022.

I consumatori a rischio sono per il 22,9% uomini e per il 9,4% donne maggiori di 11 anni. Le fasce di popolazione maggiormente a rischio sono gli adolescenti tra i 16 e i 17 anni (circa 800mila) e gli over 65 (2,5 milioni). La maggiore presenza maschile risulta più evidente al centro-sud. Il 74,3% degli utenti ha tra i 30 e i 59 anni, mentre gli under 30 anni sono il 7,1%. Gli over 60 sono il 18,7%.

Alcol e giovani: la fascia più a rischio

Il consumo di alcol è principalmente occasionale e fuori pasto, con il preoccupante fenomeno del binge drinking. Si tratta dell’assunzione di numerose unità alcoliche fuori pasto in breve tempo; si tratta di un fenomeno particolarmente diffuso tra i giovani con un picco tra i 18 e i 24 anni (18,4%, con prevalenza nei maschi).

La percentuale di binge drinker di sesso maschile è statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di età a eccezione dei minorenni” – spiega il Ministero della Salute. “In quella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero a causa del divieto per legge della vendita e somministrazione di bevande alcoliche. L’analisi del trend dei consumatori binge drinker di età superiore a 11 anni mostra una prevalenza aumentata in maniera pressoché costante tra il 2014 e il 2020, con un incremento nell’ultimo anno pari al 7,3% (maschi+femmine), più marcato per il genere femminile.

In aumento il consumo di aperitivi, amari e superalcolici. Una tendenza registrata nell’ultimo decennio, in particolare tra le donne over 45, e che prosegue riducendo la quota di chi consuma solo vino o solo birra. Le donne laureate bevono di più: “La quota di consumatori di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio conseguito. Ciò avviene soprattutto per le donne: con licenza elementare consumano alcol almeno una volta all’anno il 41,6%; quota che sale al 74,3% fra le laureate. Andamento inverso ha il consumo quotidiano, che risulta crescente al diminuire del titolo di studio; per entrambi i sessi ma soprattutto per gli uomini” – rileva ancora il Ministero.