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“L’etica, la bellezza e l’orrore”, l’editoriale di Ruggero Alcanterini

E’ un po’ di tempo che ci penso, che mi sento un egoista mio malgrado per i sentimenti che nutro e le sensazioni di cui godo. Anche di fronte a piccole cose e fatti, che estrapolo quotidianamente dal banale. E mi chiedo perché chi e più di me ha per destino la responsabilità di dirigere la musica del collettivo divenire, poi cambi radicalmente. E finisca invece miseramente nella disarmonia più acuta. Passando dalla possibile esaltazione della bellezza all’orrore sistemico dell’abbrutimento, sino al compimento masochistico di catastrofi annunciate.

Orrore a Ischia e a Bruelles

Con il Comitato Nazionale Italiano Fair Play condivido adesso sia il dolore profondo per la tragedia di Ischia. Proprio laddove da quarantadue anni si va compiendo il rito etico del Meeting Estate. Legato in particolar modo al mondo del calcio con tutti i suoi valori e le problematiche. Sia per il serio disagio derivante dai gravi disordini di Bruxelles, dopo la vittoria della Nazionale del Marocco su quella del Belgio in Qatar.

Orrore, mancano i principi etici

In entrambi i casi si pone l’interrogativo sul perché e la risposta è la stessa. Se mancano a monte i principi etici su cui fondare scelte e comportamenti, se per scelta o incapienza si commettono atti e omissioni contrari al semplice buon senso, la prospettiva non può essere altro che quella di violare la bellezza e finire nell’orrore della devastazione ambientale e sociale.

Il modello Procida

Anche per questo, dopodomani proprio a Bruxelles verrà presentato il “Modello Procida”. L’evento è stato organizzato con il Panathlon Wallonie, nel PRESS CLUB. Nella linea della Transizione Etica tracciata già a Roma lo scorso 4 novembre con “Fair Play for Peace” in Campidoglio. In quella occasione hanno partecipato i rappresentanti dei 42 Paesi dell’European Fair Play Movement.

L’esperienza della Capitale Italiana della Cultura 2022, ormai alle sue ultime battute, si propone non a caso sul tema “Anche lo Sport è Cultura“. Il ragionamento si fonda sulla formula dell’inclusione e della crescita. Attraverso i valori dello sport per una comunità ristretta in un lembo di terra a vista di Casamicciola.

Paradossalmente, il futuro che attende Bruxelles, che sarà Capitale Europea della Cultura nel 2030, dipenderà anche dall’esperienza maturata dai procidani. Quelli che, come l’Arturo di Elsa Morante, da bambini guerrieri, sono cresciuti bevendo latte di capra, pochi vestiti e cibo. Liberi, però, di correre in ogni angolo di quel paradiso terrestre, che è appunto Procida.