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IL VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE (VRS) È UN’INFEZIONE RESPIRATORIA MOLTO DIFFUSA CHE PUÒ COLPIRE PERSONE DI QUALSIASI ETÀ.

Nella maggior parte dei casi provoca sintomi simili al raffreddore, ma nei neonati, negli anziani e nei pazienti fragili può causare bronchiolite, polmonite e complicanze gravi. Oggi sono disponibili nuove strategie preventive, dagli anticorpi monoclonali per i lattanti ai vaccini destinati a specifiche categorie di adulti.

Dal 2 al 6 novembre 2026, la settimana di sensibilizzazione promossa dall’Osservatorio VirusRespiratori richiama l’attenzione sui rischi del VRS. L’iniziativa coinvolge specialisti in pediatria, pneumologia e virologia, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza dei sintomi e delle possibilità di immunizzazione.

Che cos’è il virus respiratorio sinciziale e come si trasmette?

Il virus respiratorio sinciziale è uno dei principali responsabili delle infezioni respiratorie stagionali. Circola soprattutto nei mesi freddi e si trasmette attraverso le secrezioni respiratorie, i contatti ravvicinati e le mani contaminate.

L’infezione può interessare naso e gola, provocando raffreddore, tosse e febbre. In alcuni casi raggiunge le basse vie respiratorie, causando un’infiammazione dei bronchioli o una polmonite.

La maggior parte dei bambini incontra il VRS entro i primi due anni di vita. Tuttavia, l’infezione non conferisce un’immunità permanente e può ripresentarsi anche in età adulta.

«Il VRS viene ancora percepito come un problema esclusivamente pediatrico, ma può circolare tra persone di ogni età», sottolinea Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore scientifico dell’Osservatorio VirusRespiratori.

La prevenzione deve quindi coinvolgere tutta la famiglia, soprattutto quando sono presenti neonati o persone con malattie croniche.

Quanto è pericoloso il VRS nei bambini piccoli?

Nei lattanti il virus respiratorio sinciziale rappresenta una delle principali cause di bronchiolite, un’infiammazione dei piccoli bronchi che può ostacolare il passaggio dell’aria.

Secondo uno studio internazionale, nel 2019 si sono verificati circa 33 milioni di episodi di infezioni acute delle basse vie respiratorie associate al VRS. I dati riguardano bambini sotto i cinque anni e comprendono circa 3,6 milioni di ricoveri.

In Italia, una ricerca relativa al periodo 2010-2018 ha rilevato tra 175 e 195 ricoveri annuali ogni 100mila bambini sotto i cinque anni. Nei lattanti con meno di un anno, il valore raggiungeva 689-806 ricoveri ogni 100mila.

Si tratta di dati precedenti all’introduzione delle nuove strategie di immunizzazione, che potrebbero modificare il carico della malattia.

Il rischio maggiore riguarda i primi mesi di vita, soprattutto nei prematuri e nei bambini con patologie cardiache, respiratorie o immunitarie. Tuttavia, anche un neonato precedentemente sano può sviluppare una bronchiolite grave.

Quali sintomi del virus sinciziale richiedono attenzione nei neonati?

L’infezione inizia spesso con naso chiuso, tosse e difficoltà ad alimentarsi. Nei giorni successivi può comparire un peggioramento respiratorio.

Gian Luigi Marseglia, presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), invita i genitori a osservare soprattutto il respiro, l’alimentazione e la reattività del bambino.

Un respiro molto rapido, i rientramenti della pelle tra le costole e l’allargamento delle narici possono indicare difficoltà respiratoria. Anche la riduzione delle poppate e dei pannolini bagnati richiede attenzione.

La comparsa di pause respiratorie, colorazione bluastra delle labbra o marcata difficoltà a respirare richiede assistenza immediata. Lo stesso vale per un bambino difficilmente risvegliabile.

Nei neonati molto piccoli, il VRS può manifestarsi anche senza febbre evidente. Per questo è importante valutare il comportamento generale, senza affidarsi soltanto alla temperatura.

Virus respiratorio sinciziale negli adulti: chi rischia complicanze?

Negli adulti sani il VRS provoca generalmente un’infezione respiratoria lieve. Il quadro può diventare più serio nelle persone anziane e in chi convive con malattie croniche.

Uno studio europeo ha stimato circa 158mila ricoveri annuali associati al virus negli adulti dell’Unione europea. Il 92% riguarda persone di almeno 65 anni.

Per l’Italia, alcune stime scientifiche indicano circa 290mila infezioni respiratorie acute, 26mila ricoveri e 1.800 decessi ospedalieri annuali tra gli over 60.

Questi numeri derivano da modelli epidemiologici e non rappresentano i casi effettivamente registrati nella stagione 2026-2027.

Le persone con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), asma o insufficienza cardiaca possono sviluppare riacutizzazioni delle patologie preesistenti.

Secondo Enrica Intini, responsabile del gruppo di studio sulle patologie infettive respiratorie di AIPO-ITS/ETS, l’infezione può provocare un peggioramento respiratorio tale da richiedere il ricovero.

Come distinguere il VRS da influenza e raffreddore?

I sintomi delle principali infezioni respiratorie possono sovrapporsi. Per questo non è possibile identificare con certezza il virus responsabile basandosi soltanto sui disturbi.

InfezioneSintomi frequentiPossibili complicanze
VRSRaffreddore, tosse, febbre, respiro sibilanteBronchiolite, polmonite, riacutizzazione di malattie croniche
InfluenzaFebbre spesso elevata, dolori muscolari, tosse, stanchezzaPolmonite e complicanze respiratorie o sistemiche
Raffreddore comuneCongestione nasale, starnuti, mal di golaGeneralmente lieve, con possibili complicanze nei fragili

Quando necessario, specifici test diagnostici possono identificare il VRS e distinguerlo da influenza e SARS-CoV-2.

Come proteggere i neonati dal VRS con anticorpi monoclonali e vaccinazione materna?

La prevenzione del virus sinciziale ha compiuto importanti progressi grazie alla disponibilità di strumenti di immunizzazione specifica.

Per i lattanti sono disponibili anticorpi monoclonali, tra cui nirsevimab, che forniscono una protezione passiva contro le forme gravi di infezione.

A differenza dei vaccini tradizionali, questi medicinali somministrano direttamente anticorpi capaci di riconoscere il virus.

Un’altra possibilità è la vaccinazione materna durante la gravidanza, secondo le indicazioni autorizzate. Gli anticorpi prodotti dalla madre possono attraversare la placenta e contribuire alla protezione del neonato.

Le modalità di accesso dipendono dai programmi sanitari applicabili e dalle condizioni individuali.

È quindi importante chiedere al pediatra o al ginecologo quale strategia sia prevista e appropriata.

Vaccino contro il VRS negli adulti: chi può farlo?

Sono disponibili vaccini contro il virus respiratorio sinciziale destinati a specifiche fasce d’età e categorie a rischio.

Le indicazioni autorizzate comprendono adulti anziani e, per determinati prodotti, persone adulte con condizioni cliniche che aumentano il rischio di malattia grave.

La possibilità di vaccinarsi deve essere valutata considerando età, patologie preesistenti e caratteristiche del vaccino disponibile.

Occorre inoltre distinguere tra autorizzazione del medicinale e offerta gratuita attraverso il Servizio sanitario nazionale.

La rimborsabilità e le modalità di accesso possono infatti dipendere dalle disposizioni nazionali e regionali.

Chi soffre di BPCO, asma grave, malattie cardiovascolari o altre condizioni di fragilità può confrontarsi con il medico curante per valutare benefici e indicazioni.

Come prevenire il contagio da virus respiratorio sinciziale?

Accanto all’immunizzazione, rimangono importanti le misure quotidiane per limitare la trasmissione.

Lavare frequentemente le mani, arieggiare gli ambienti e pulire le superfici toccate spesso aiuta a ridurre le occasioni di contagio.

Chi presenta tosse, raffreddore o altri sintomi respiratori dovrebbe evitare contatti ravvicinati con neonati e persone fragili.

È inoltre importante proteggere i bambini dall’esposizione al fumo, che può aggravare i problemi respiratori.

La settimana dedicata al VRS ricorda soprattutto che la prevenzione non riguarda soltanto l’infanzia. Riconoscere i sintomi, utilizzare correttamente gli strumenti disponibili e chiedere assistenza tempestiva può contribuire a ridurre le complicanze in tutte le età.

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