Vaccino, influenza, Mpox

La campagna per il vaccino antinfluenzale 2026-2027 è partita in diverse Regioni italiane, con calendari differenti e un accesso inizialmente riservato, in alcuni territori, alle persone più vulnerabili. La vaccinazione è raccomandata soprattutto agli over 60, alle donne in gravidanza, ai bambini dai sei mesi ai sei anni e alle persone con malattie croniche. Per queste categorie è prevista la somministrazione gratuita, secondo le indicazioni nazionali e le modalità organizzative regionali.

L’obiettivo della vaccinazione antinfluenzale non è soltanto ridurre la probabilità di contrarre l’infezione, ma soprattutto prevenire le forme gravi, i ricoveri e le complicanze. Il rischio è particolarmente elevato negli anziani, nelle persone immunocompromesse e in chi convive con patologie cardiovascolari, respiratorie o metaboliche.

La campagna entra nel vivo mentre iniziano ad aumentare le segnalazioni di sindromi simil-influenzali. È importante ricordare, tuttavia, che non tutti i casi di febbre, tosse e raffreddore dipendono dai virus influenzali. Durante la stagione autunnale e invernale circolano contemporaneamente diversi patogeni respiratori, che possono provocare sintomi molto simili.

Quando inizia il vaccino antinfluenzale 2026 nelle Regioni italiane?

Il calendario della campagna antinfluenzale non è identico in tutta Italia. Il Ministero della Salute definisce le raccomandazioni generali e le categorie prioritarie, mentre le Regioni organizzano l’approvvigionamento dei vaccini, la distribuzione e le modalità di somministrazione.

In alcuni territori la vaccinazione è cominciata già tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre. Altrove l’accesso è stato organizzato in più fasi, riservando inizialmente le dosi alle categorie maggiormente esposte al rischio di complicanze.

Secondo il calendario riportato il 12 ottobre 2026, Lombardia, Emilia-Romagna, Sicilia, Calabria e Campania hanno previsto per quella data un ampliamento dell’offerta vaccinale. Piemonte e Friuli-Venezia Giulia hanno invece indicato rispettivamente il 13 e il 14 ottobre per l’avvio delle successive fasi.

La Liguria ha adottato una programmazione più articolata, con una prima fase iniziata il 28 settembre e un’estensione generale indicata per il 15 novembre.

Le date regionali devono comunque essere interpretate distinguendo l’inizio della campagna, l’accesso per le categorie prioritarie e l’eventuale apertura al resto della popolazione. Non sempre queste tre fasi coincidono.

Calendario vaccino antinfluenzale 2026-2027: tutte le date disponibili

Le informazioni diffuse dalle Regioni consentono di ricostruire le principali tappe della campagna. Per alcuni territori, tuttavia, il calendario pubblicato non indica ancora tutte le modalità di accesso della popolazione generale.

RegioneData di avvio o ampliamentoDestinatari e precisazioni
Lombardia1° ottobre; 12 ottobrePrima fase per categorie prioritarie; dal 12 ottobre accesso generale
Umbria5 ottobreAvvio della campagna
Piemonte8 e 13 ottobreDall’8 ottobre presso i pediatri; dal 13 presso medici di famiglia e farmacie aderenti
Emilia-Romagna12 ottobreAvvio dell’offerta estesa secondo il calendario riportato
Sicilia12 ottobreAvvio dell’offerta estesa secondo il calendario riportato
Calabria12 ottobreAvvio dell’offerta estesa secondo il calendario riportato
Campania12 ottobreAvvio dell’offerta estesa secondo il calendario riportato
Friuli-Venezia Giulia14 ottobreAvvio indicato nel calendario
Toscana7, 14 e 21 ottobreRSA dal 7; bambini e over 60 dal 14; altre categorie previste dal 21
Liguria28 settembre; 5 e 12 ottobre; 15 novembreApertura progressiva; dal 15 novembre offerta gratuita a tutti

Una precisazione riguarda la Toscana. La pagina regionale dedicata alla campagna indica l’avvio nelle RSA il 7 ottobre, per bambini e adulti dai 60 anni il 14 ottobre e per le altre categorie previste il 21 ottobre. Si tratta quindi di tre fasi differenti, non di un unico avvio generale.

Chi deve fare il vaccino antinfluenzale 2026-2027?

Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione contro l’influenza a tutte le persone che presentano un rischio maggiore di complicanze, oltre ad alcune categorie professionali e a chi può contribuire a proteggere soggetti particolarmente vulnerabili.

La circolare ministeriale del 23 giugno 2026 individua tra i principali destinatari gli adulti dai 60 anni, i bambini dai sei mesi ai sei anni, le donne in gravidanza e le persone con determinate patologie croniche.

La raccomandazione comprende anche le donne nel periodo successivo al parto, gli ospiti delle strutture di lungodegenza e gli operatori sanitari.

Tra le condizioni che possono aumentare il rischio di complicanze influenzali figurano le malattie croniche dell’apparato respiratorio, comprese alcune forme di asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva, le patologie cardiovascolari, il diabete e le condizioni che compromettono il sistema immunitario.

La vaccinazione è inoltre raccomandata ad alcune categorie professionali, tra cui personale sanitario e sociosanitario, forze di polizia, vigili del fuoco e lavoratori a contatto con animali potenzialmente coinvolti nella trasmissione di virus influenzali. Sono compresi anche i donatori di sangue.

Non esiste un obbligo generalizzato di vaccinazione antinfluenzale. La raccomandazione ha invece lo scopo di proteggere le persone per le quali l’infezione potrebbe avere conseguenze più gravi.

Vaccino antinfluenzale gratuito: a chi spetta e quanto costa?

Per le categorie individuate dal Ministero della Salute, il vaccino antinfluenzale viene offerto gratuitamente attraverso il Servizio sanitario nazionale.

La gratuità riguarda quindi gli over 60, le persone con specifiche condizioni di rischio, le donne in gravidanza, i bambini nella fascia d’età raccomandata e gli altri destinatari previsti dalla circolare ministeriale.

Alcune Regioni hanno ampliato ulteriormente l’offerta. La Liguria, per esempio, ha stabilito la gratuità per tutta la popolazione a partire dal 15 novembre 2026. Anche la Lombardia ha previsto l’accesso generale alla vaccinazione dal 12 ottobre.

Dove non è prevista l’offerta gratuita per chi non appartiene alle categorie raccomandate, la vaccinazione può essere comunque effettuata a pagamento, secondo le modalità locali. La Regione Piemonte specifica, per esempio, che i cittadini non appartenenti ai gruppi a rischio possono vaccinarsi sostenendo il costo del vaccino e della somministrazione.

Il costo non è quindi necessariamente uniforme sul territorio nazionale. Per sapere se si ha diritto alla gratuità e quali strutture effettuano la somministrazione, è opportuno verificare le indicazioni della propria ASL.

Dove fare il vaccino antinfluenzale e come prenotarlo?

Il medico di medicina generale rappresenta uno dei principali riferimenti per la vaccinazione degli adulti. Per i bambini, invece, è possibile rivolgersi al pediatra di libera scelta, secondo l’organizzazione regionale.

In molte Regioni partecipano alla campagna anche le farmacie convenzionate, i centri vaccinali delle ASL e altre strutture territoriali. Le modalità cambiano secondo l’età, la categoria di appartenenza e il territorio. Alcune strutture richiedono la prenotazione, mentre altre prevedono giornate di accesso diretto.

La Lombardia mette a disposizione il portale regionale PrenotaSalute. In Piemonte è possibile contattare il medico di famiglia, il pediatra o il farmacista. In Liguria sono previsti diversi canali, tra cui il servizio regionale di prenotazione, le farmacie e gli ambulatori territoriali.

Prima di recarsi in farmacia o presso un centro vaccinale è consigliabile verificare che il servizio sia attivo per la propria fascia d’età e che siano disponibili le dosi.

Quando è meglio vaccinarsi contro l’influenza?

Il periodo consigliato è quello autunnale, preferibilmente prima che la circolazione dei virus influenzali diventi intensa.

La vaccinazione non produce una protezione immediata. Il sistema immunitario impiega generalmente circa due settimane per sviluppare una risposta adeguata.

Per questo è utile vaccinarsi all’inizio della campagna, soprattutto quando si appartiene a una categoria a rischio. La Regione Piemonte ricorda che la risposta immunitaria inizia a svilupparsi nell’arco di circa due settimane dalla somministrazione.

Non significa però che vaccinarsi più tardi sia inutile. Finché i virus influenzali continuano a circolare, la vaccinazione può offrire un beneficio, soprattutto alle persone più vulnerabili.

L’indicazione pratica è quindi quella di non rimandare inutilmente l’appuntamento, ma anche di non rinunciare alla vaccinazione soltanto perché la stagione influenzale è già iniziata.

Perché il vaccino antinfluenzale deve essere ripetuto ogni anno?

I virus influenzali cambiano continuamente attraverso modificazioni genetiche che possono alterare le proteine riconosciute dal sistema immunitario.

Questo fenomeno, chiamato deriva antigenica, contribuisce a spiegare perché una precedente infezione o una vaccinazione effettuata nella stagione passata non garantiscano una protezione adeguata contro i virus che circoleranno successivamente.

La composizione dei vaccini viene quindi aggiornata periodicamente sulla base delle informazioni raccolte dai sistemi internazionali di sorveglianza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità formula raccomandazioni sui ceppi da includere nelle formulazioni destinate alle stagioni influenzali dei due emisferi. Le indicazioni vengono poi utilizzate dai produttori e dalle autorità regolatorie per predisporre i vaccini.

La circolare italiana per la stagione 2026-2027 recepisce le raccomandazioni dell’OMS e definisce le indicazioni relative ai prodotti disponibili e alle categorie di popolazione da proteggere.

Alla variabilità dei virus si aggiunge il fatto che la protezione immunitaria può diminuire nel tempo. Per questo la vaccinazione stagionale viene raccomandata anche a chi ha già ricevuto il vaccino negli anni precedenti.

Quali vaccini antinfluenzali sono disponibili per bambini e anziani?

Non tutti i vaccini antinfluenzali sono identici. Le formulazioni possono differire per tecnologia produttiva, quantità di antigene, presenza di adiuvanti e modalità di somministrazione.

Per i bambini vengono utilizzati prodotti autorizzati per le rispettive fasce d’età. In determinate condizioni può essere disponibile anche una formulazione somministrata per via intranasale, mentre altri vaccini vengono somministrati mediante iniezione.

Negli anziani la risposta immunitaria può essere meno intensa a causa dell’immunosenescenza, il progressivo cambiamento del sistema immunitario associato all’età.

Per migliorare la protezione sono stati sviluppati vaccini potenziati, tra cui formulazioni ad alto dosaggio o adiuvate.

Una novità della circolare 2026-2027 riguarda proprio l’età raccomandata per i vaccini potenziati, abbassata a 60 anni rispetto alle indicazioni precedenti.

Questo non significa che tutte le persone debbano ricevere lo stesso prodotto. La scelta del vaccino dipende dall’età, dalle condizioni cliniche e dalle indicazioni autorizzate per ciascuna formulazione.

Il vaccino antinfluenzale è sicuro in gravidanza?

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata durante la gravidanza perché l’influenza può provocare complicanze più importanti nelle donne in attesa, soprattutto in presenza di ulteriori fattori di rischio.

Il vaccino antinfluenzale inattivato può essere somministrato durante qualsiasi trimestre di gravidanza, secondo le raccomandazioni ministeriali.

La vaccinazione contribuisce a proteggere la madre e può offrire una protezione indiretta al neonato grazie al trasferimento di anticorpi materni durante la gestazione.

Questo aspetto è particolarmente importante perché i bambini sotto i sei mesi non possono ancora ricevere il vaccino antinfluenzale.

La raccomandazione si estende anche al periodo successivo al parto. La scelta del prodotto e le eventuali precauzioni devono essere valutate con i professionisti sanitari che seguono la gravidanza.

Vaccino antinfluenzale nei bambini: da quale età si può fare?

Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato a partire dai sei mesi di vita, utilizzando prodotti autorizzati per l’età del bambino.

Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione anche ai bambini sani nella fascia compresa tra sei mesi e sei anni, oltre a quelli che presentano specifiche condizioni di rischio

La ragione riguarda sia la protezione individuale sia il ruolo dei bambini nella diffusione dei virus respiratori.

Durante l’infanzia l’influenza può provocare febbre elevata, malessere, disidratazione e complicanze respiratorie. Inoltre, la frequenza dei contatti negli asili e nelle scuole favorisce la trasmissione dei virus.

Nei bambini che non sono mai stati vaccinati contro l’influenza, il numero di dosi necessarie può dipendere dall’età e dalle indicazioni del prodotto. Per questo è importante seguire il programma definito dal pediatra.

I bambini di età inferiore ai sei mesi non possono essere vaccinati direttamente. La loro protezione dipende quindi anche dalla vaccinazione materna e dalle misure di prevenzione adottate dalle persone che vivono a stretto contatto con loro.

Vaccino antinfluenzale nei pazienti oncologici in immunoterapia

Se si sta facendo Immunoterapia Oncologica (es. inibitori dei checkpoint come Nivolumab o Pembrolizumab) le Linee Guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) indicano che la vaccinazione è uno strumento fondamentale per proteggere il paziente oncologico da infezioni che potrebbero costringere a interrompere le cure o causare gravi complicanze.

  • Vaccini raccomandati (inattivati/sintetici): i vaccini stagionali come l’antinfluenzale, l’anti-COVID-19, l’anti-pneumococco e l’anti-Herpes Zoster (nella sola formulazione ricombinante adiuvata, non quella a virus vivo) sono giudicati sicuri ed efficaci. Non interferiscono negativamente con l’efficacia dei farmaci immunoterapici.
  • Vaccini vietati (a virus vivo attenuato): durante l’immunoterapia e le terapie oncologiche attive, non devono essere somministrati vaccini a virus vivi attenuati (come quelli per morbillo, rosolia, parotite o varicella), poiché il sistema immunitario alterato potrebbe non controllare la replicazione del virus.

Si possono fare insieme il vaccino antinfluenzale e quello contro il Covid?

La vaccinazione contro l’influenza può essere effettuata nella stessa seduta di quella contro il Covid-19, quando entrambe sono indicate e non esistono controindicazioni specifiche.

La somministrazione concomitante permette di ridurre il numero di appuntamenti e facilita l’accesso alla prevenzione, soprattutto per le persone anziane o con malattie croniche.

I due vaccini vengono somministrati in sedi anatomiche differenti, seguendo le indicazioni previste per i rispettivi prodotti.

La possibilità di effettuare entrambe le vaccinazioni nella stessa seduta è prevista anche da diverse campagne regionali, tra cui quelle di Piemonte e Liguria.

È importante ricordare che i due vaccini proteggono contro virus differenti. La vaccinazione antinfluenzale non previene il Covid-19 e, viceversa, quella contro SARS-CoV-2 non sostituisce la protezione specifica contro i virus influenzali.

Quali effetti collaterali può provocare il vaccino antinfluenzale?

La maggior parte delle reazioni dopo la vaccinazione è lieve e temporanea.

Possono comparire dolore, arrossamento o gonfiore nel punto dell’iniezione. Alcune persone avvertono stanchezza, mal di testa, dolori muscolari o un modesto rialzo della temperatura.

Questi sintomi tendono generalmente a risolversi spontaneamente nell’arco di pochi giorni.

Le reazioni allergiche gravi sono rare, ma richiedono un intervento sanitario immediato. Chi ha avuto una precedente reazione allergica grave a un vaccino o a uno dei suoi componenti deve informare il medico prima della somministrazione.

I vaccini antinfluenzali inattivati non possono provocare l’influenza, perché non contengono virus capaci di replicarsi e causare la malattia.

Può comunque accadere di sviluppare sintomi respiratori dopo la vaccinazione. In questi casi l’infezione potrebbe essere stata contratta prima che la protezione immunitaria si sviluppasse oppure dipendere da un virus differente.

Influenza 2026-2027: quali virus stanno circolando?

L’avvio delle campagne vaccinali coincide con una fase nella quale le infezioni respiratorie iniziano generalmente ad aumentare.

Le prime segnalazioni europee riportate dalla notizia del 12 ottobre indicano una circolazione dei virus influenzali di tipo A, senza una netta prevalenza iniziale tra i sottotipi A(H1) e A(H3).

Il numero dei campioni analizzati è però ancora limitato e non permette di stabilire quali virus diventeranno predominanti durante l’inverno.

La sorveglianza europea viene effettuata anche attraverso ERVISS, la piattaforma che raccoglie e presenta i dati sulle infezioni respiratorie provenienti dai Paesi della regione europea.

In Italia il sistema RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità rappresenta uno degli strumenti principali per monitorare l’andamento delle infezioni respiratorie e la circolazione dei virus.

La notizia di partenza segnala tuttavia alcune difficoltà organizzative legate alla ripresa della trasmissione dei dati regionali e alla necessità di aggiornare le procedure nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

In assenza di dati completi e aggiornati, non sarebbe corretto formulare previsioni precise sul numero di contagi o sull’intensità della stagione influenzale italiana.

Perché vaccinarsi anche se si è in buona salute?

La vaccinazione antinfluenzale viene raccomandata prioritariamente alle persone più vulnerabili, ma può offrire benefici anche agli adulti sani.

L’influenza non è sempre una malattia lieve. Anche in persone senza patologie conosciute può provocare febbre elevata, forte debilitazione e complicanze che richiedono assistenza medica.

La vaccinazione riduce il rischio di influenza e, soprattutto, può diminuire la probabilità di sviluppare forme gravi.

Un altro aspetto riguarda la protezione indiretta delle persone fragili. Chi vive con un anziano, un neonato o una persona immunocompromessa può contribuire a ridurre le occasioni di trasmissione attraverso la vaccinazione e le normali misure di prevenzione respiratoria.

La protezione non è assoluta, perché l’efficacia varia secondo l’età, la risposta immunitaria e la corrispondenza tra ceppi vaccinali e virus circolanti. Rimane tuttavia uno degli strumenti principali per limitare l’impatto dell’influenza stagionale.

Per la stagione 2026-2027 il Ministero della Salute conferma la vaccinazione come misura fondamentale di prevenzione e raccomanda di raggiungere soprattutto le categorie esposte a un maggiore rischio di complicanze.

Come prepararsi alla stagione influenzale 2026-2027?

La campagna vaccinale autunnale rappresenta un’occasione per programmare la prevenzione prima che la circolazione dei virus raggiunga i livelli più elevati.

Per chi appartiene alle categorie raccomandate, il primo passo è verificare la disponibilità del vaccino presso il medico di famiglia, il pediatra, la farmacia aderente o il servizio vaccinale della propria ASL.

È inoltre importante non confondere la vaccinazione con una protezione completa contro tutte le infezioni respiratorie. Influenza, Covid-19, virus respiratorio sinciziale e altri patogeni possono circolare contemporaneamente e richiedono strategie preventive differenti.

Restano quindi utili anche le misure di igiene respiratoria, la ventilazione degli ambienti, il lavaggio delle mani e l’attenzione ai contatti con persone particolarmente vulnerabili quando si manifestano sintomi di infezione.

La campagna antinfluenzale 2026-2027 conferma una tendenza ormai consolidata: proteggere in modo prioritario le persone a rischio, ma rendere la vaccinazione accessibile anche a una popolazione più ampia.

Le date cambiano da Regione a Regione, mentre la raccomandazione sanitaria rimane la stessa. Vaccinarsi in autunno, prima dell’aumento più consistente dei contagi, permette di affrontare la stagione influenzale con una protezione maggiore e di ridurre il rischio di complicanze, soprattutto per chi è più fragile.