salute mentale (Foto free di Gerd Altmann da Pixabay)

La salute mentale e il disagio psichico sono percepiti anche attraverso le parole, le narrazioni e le rappresentazioni sociali. Esse possono influenzare la richiesta di aiuto, l’accesso ai servizi e, più in generale, la qualità della vita delle persone. Una comunicazione accurata, rispettosa e basata sulle evidenze rappresenta uno strumento importante per contrastare stigma e discriminazione. E promuovere, così, una cultura della salute mentale fondata sulla conoscenza, sull’inclusione e sui diritti. È stato questo il filo conduttore del convegno “Salute mentale, stigma e comunicazione: la forza delle parole”, che si è svolto all’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Ciò in vista della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre. L’iniziativa si inserisce nella quinta edizione del Festival della salute mentale Ro.Mens, dedicato all’inclusione sociale e al contrasto del pregiudizio.

Giornata mondiale della salute mentale 2026

La Giornata mondiale della salute mentale 2026 ha come tema “Lived Experiences Heard: Real Voices, Real Change” (“Ascoltare le esperienze vissute: voci reali, reale cambiamento”).

La campagna richiama l’importanza del coinvolgimento attivo delle persone con esperienza vissuta di sofferenza mentale nei processi di definizione delle politiche che le riguardano.

«Le parole non sono mai neutre – sottolinea il presidente dell’ISS Rocco Bellantone – possono aiutare a comprendere, avvicinare e creare fiducia. Oppure possono alimentare paura, distanza, esclusione e discriminazione. Nel campo della salute mentale, questa responsabilità è particolarmente evidente. Ciò perché il modo in cui raccontiamo il disagio psichico e i disturbi mentali contribuisce a costruire l’immagine pubblica delle persone che ne fanno esperienza. Contrastare lo stigma non è un compito accessorio. È un’azione di salute pubblica e, a tutti gli effetti, una forma di prevenzione».

Dieci regole per informare sulla salute mentale

Nel corso del convegno è stato presentato il Vademecum “Informare sulla salute mentale”. Il Vademecum è frutto della collaborazione tra Rai Per la Sostenibilità – ESG, Ordine dei Giornalisti e Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2.

Il documento offre indicazioni concrete per una comunicazione capace di informare senza alimentare stereotipi, discriminazioni o rappresentazioni distorte.

A partire da queste indicazioni, possono essere sintetizzate dieci regole essenziali.

1. Mettere la persona prima della diagnosi.

2. Usare parole accurate, rispettose e scientificamente appropriate.

3. Evitare il sensazionalismo.

4. Non associare automaticamente disturbo mentale e violenza.

5. Verificare sempre diagnosi, dati e fonti.

6. Tutelare privacy, dignità e diritto di replica.

7. Ascoltare senza infantilizzare o deumanizzare.

8. Dare spazio alle esperienze vissute e al recupero.

9. Non utilizzare la salute mentale come metafora o insulto.

10. Informare anche sulle possibilità di aiuto.

Promuovere strategie di contrasto allo stigma

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea la necessità di creare opportunità concrete affinché le persone con esperienza vissuta possano contribuire alla progettazione dei servizi. Ed anche allo sviluppo di forme di supporto tra pari, al contrasto dello stigma e al rafforzamento della responsabilizzazione dei sistemi di cura nei loro confronti.

In questa prospettiva, la Giornata invita a proseguire la trasformazione dei sistemi di salute psichicaverso modelli centrati sulla persona, fondati sui diritti umani. E radicati nella comunità, in modo da accompagnare il superamento delle istituzioni psichiatriche di lunga degenza con servizi territoriali. Il fine è quello di mantenere le persone nel proprio contesto di vita e contrastare lo stigma e la discriminazione.

Di grande importanza si rivela la partecipazione attiva delle persone che hanno vissuto direttamente un’esperienza di sofferenza mentale nella progettazione delle politiche e dei servizi.