Mesotelioma e COR, intervista ONA

Il mesotelioma è una delle patologie più gravi causate dall’esposizione all’amianto. In questi casi, la tempestività della segnalazione e la corretta registrazione della malattia rappresentano elementi fondamentali non solo dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo giudiziario e risarcitorio.

Nel corso di un’intervista di Luigi Abbate, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’avvocato Giorgia Cicconi hanno spiegato come funziona il percorso di tutela delle vittime e quale sia il ruolo decisivo dei COR, i Centri Operativi Regionali.

Mesotelioma e registrazione nei COR: perché è importante

Secondo l’avvocato Bonanni, uno dei passaggi più delicati riguarda proprio la registrazione dei casi di mesotelioma presso i COR regionali. Questa procedura consente di certificare ufficialmente la patologia e di raccogliere dati essenziali per le indagini epidemiologiche e per le eventuali azioni legali.

Il presidente dell’ONA ha evidenziato come, attualmente, la registrazione riguardi soprattutto i casi di mesotelioma.

Il ruolo del RENAM nella mappatura dei casi amianto

Tutti i dati raccolti dai COR confluiscono nel RENAM, il Registro Nazionale Mesoteliomi. Le informazioni vengono poi utilizzate dall’INAIL per elaborare rapporti periodici sull’incidenza della malattia in Italia.

Questa attività di monitoraggio è fondamentale perché permette di censire i casi di mesotelioma, individuare le aree maggiormente colpite e ricostruire le esposizioni professionali. Oltre a favorire la prevenzione esupportare le azioni giudiziarie delle vittime.

Una registrazione tempestiva della malattia consente quindi di rafforzare anche la tutela processuale delle persone colpite.

Come interviene l’ONA nei casi di malattie asbesto correlate

L’avvocato Giorgia Cicconi ha spiegato come si sviluppa concretamente l’attività legale dell’ONA nei casi di mesotelioma e di altre malattie causate dall’amianto.

“Il percorso inizia con la raccolta della documentazione medica e medico-legale. Successivamente, gli avvocati presentano le istanze ai COR regionali corredate da tutte le certificazioni necessarie. A questo punto entra in gioco un lavoro sinergico tra legali, familiari della vittima, operatori dei COR.” – Ha affermato Cicconi.

Gli addetti dei Centri Operativi Regionali effettuano quindi sopralluoghi e compilano questionari dettagliati per ricostruire la storia lavorativa e le possibili esposizioni all’amianto.

La memoria storica dei familiari è decisiva

Nel caso in cui la vittima non sia più in vita, i familiari diventano fondamentali per ricostruire il percorso professionale e ambientale della persona colpita.

Secondo l’avvocato Cicconi, proprio la collaborazione tra famiglie, avvocati e operatori sanitari consente di raccogliere prove utili per evitare che venga negato il collegamento tra malattia ed esposizione all’amianto.

Questo lavoro permette di individuare non solo i casi di mesotelioma, ma anche altre patologie correlate,

COR e la tutela delle vittime

Riconoscendo il ruolo prezioso dei COR, l’ONA continua a chiedere un potenziamento delle strutture dedicate alla sorveglianza epidemiologica e alla tutela delle vittime dell’amianto.

Una rete efficiente di registrazione e monitoraggio rappresenta infatti uno strumento indispensabile per garantire giustizia ai lavoratori e ai cittadini esposti.