udito

L’orecchio tappato è un disturbo frequente che la maggior parte delle persone prova almeno una volta nella vita. In termini medici si parla di ovattamento auricolare, una condizione in cui i suoni appaiono attutiti. Si avverte una sorta di chiusura o pressione all’interno dell’orecchio quasi come se si percepisse l’ambiente attraverso un filtro d’acqua. Non è una malattia, ma un sintomo, e come ogni sintomo, va interpretato. Nella maggior parte dei casi, si tratta di condizioni benigne e transitorie, come un tappo di cerume o un semplice raffreddore. Tuttavia, dietro la stessa sensazione possono nascondersi cause diverse che coinvolgono l’orecchio esterno, medio o interno. 

Effettuare una visita dall’otorinolaringoiatra, per capire da cosa dipende è fondamentale per scegliere il rimedio corretto ed evitare soluzioni fai-da-te che rischiano di peggiorare la situazione.

Orecchio tappato: sensazione di chiusura e suoni ovattati

Quando le persone parlano di ‘orecchio tappato’ (ovattamento auricolare) stanno descrivendo una sensazione.

«L’orecchio tappato non è una patologia in sé, ma un segnale che qualcosa sta alterando la normale trasmissione o percezione dei suoni». Così Leone Giordano, primario dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria all’IRCCS Ospedale San Raffaele. «Può trattarsi di un problema banale oppure di una condizione che merita un approfondimento: è il contesto clinico a fare la differenza».

Il disturbo può: 

  • Insorgere bruscamente o in modo progressivo;
  • Essere transitorio o persistente;
  • Coinvolgere una sola o entrambe le orecchie. 

Pur essendo frequente e spesso benigno, l’orecchio tappato rappresenta un sintomo aspecifico che può riconoscere cause diverse, a carico dell’orecchio esterno, medio o interno. Per questo necessita di una valutazione clinica quando persiste o si associa ad altri sintomi.

Forme acute e forme croniche del disturbo

Quando si parla di orecchio tappato è importante distinguere anche tra: 

  • forme acute (come per esempio l’otite media acuta). Si presentano spesso con dolore, febbre, senso di pressione improvviso e una riduzione dell’udito transitoria. Hanno un’evoluzione rapida e, se trattate correttamente, tendono a risolversi senza conseguenze;
  • forme croniche. Sono più subdole, l’orecchio è tappato, l’udito è ridotto, ma il dolore spesso manca. È il caso dell’otite media sierosa cronica, che può durare mesi e passare inosservata, soprattutto nei bambini, o essere sottovalutata negli adulti.

Le diverse cause dell’orecchio tappato

L’orecchio tappato può avere diverse cause, come ad esempio il tappo di cerume. Il cerume non è sporco: è una sostanza fisiologica con funzione protettiva, lubrificante e antibatterica per il condotto uditivo esterno. Il problema nasce quando si accumula in eccesso o viene spinto in profondità, eventualità molto comune con l’uso dei cotton fioc. In questi casi, può formarsi un vero e proprio tappo che ostruisce il condotto uditivo, impedendo la corretta trasmissione del suono.

Il disturbo compare spesso in modo improvviso, tipicamente dopo la doccia, il mare o la piscina, perché l’acqua fa gonfiare il cerume già presente, accentuando l’occlusione. Possono comparire altri sintomi come:

  • calo dell’udito; 
  • prurito auricolare; 
  • fastidio o dolore, in particolare se il cerume è compatto o se il condotto è infiammato. 
  • Talvolta acufeni con senso di rimbombo. 

Si tratta, tuttavia, di una condizione benigna e risolvibile se la rimozione è effettuata correttamente.

Disventilazione della tuba di Eustachio

Un’altra causa molto comune è la disventilazione della tuba di Eustachio, tipica degli sbalzi di pressione (come durante un volo aereo, in montagna o sott’acqua). È frequente anche in assenza di variazioni di quota.

In questi casi, il problema non riguarda l’orecchio esterno, bensì l’orecchio medio, che non riesce a compensare correttamente la pressione con l’ambiente esterno. Questo equilibrio dipende dal corretto funzionamento della tuba di Eustachio, un sottile canale che collega l’orecchio medio al rinofaringe. Canale che si apre fisiologicamente durante la deglutizione, lo sbadiglio o la masticazione.

Quando la tuba di Eustachio non si apre adeguatamente, il paziente può avvertire:

  • Sensazione di ovattamento.
  • Pressione interna che non ‘si sblocca’.
  • Rimbombo dei suoni.
  • Talvolta, autofonia o peggioramento dell’udito nel corso della giornata.

Durante un volo, soprattutto in fase di atterraggio, la sensazione può comparire bruscamente perché l’orecchio medio non riesce ad adattarsi rapidamente alla variazione di pressione. Tuttavia, lo stesso meccanismo può verificarsi anche a terra.

Raffreddore, sinusite e rinite allergica

Raffreddore, sinusite e rinite allergica possono favorire questa condizione. Le mucose del naso e del rinofaringe si infiammano e si gonfiano, producendo più secrezioni. L’edema può ostruire funzionalmente l’orifizio tubarico, impedendo il normale passaggio dell’aria verso l’orecchio medio.

Il risultato è una sensazione persistente di orecchio tappato, spesso associata a ipoacusia trasmissiva. Ovvero una riduzione dell’udito non dovuta a un danno dell’orecchio interno, ma a un’alterazione della pressione o alla presenza di liquido dietro il timpano, il cosiddetto ‘catarro nell’orecchio’.

Questa condizione non sempre è dolorosa e può persistere per giorni o settimane, anche quando i sintomi nasali sono migliorati. È frequente, ad esempio, nei pazienti con rinite allergica cronica, che possono avvertire orecchie tappate in modo fluttuante, senza febbre né dolore.

Orecchio tappato nel bambino e nell’adulto

Nel bambino, il disturbo se è associato a respirazione orale, russamento notturno, voce nasale o infezioni ricorrenti, è spesso legato a un’ipertrofia (ingrossamento) delle adenoidi.

«Nel bambino il problema può passare inosservato perché raramente c’è dolore – osserva Giordano una riduzione dell’udito protratta può avere ripercussioni sul linguaggio e sull’apprendimento».

Nell’adulto, una sensazione di orecchio tappato che persiste per giorni o settimane, soprattutto se monolaterale, può essere di origine infiammatoria o funzionale. La persistenza del sintomo richiede un corretto inquadramento.

La sensazione di orecchio ovattato può comparire anche in alcune forme di vertigine di origine periferica, legate all’orecchio interno. In questi casi, l’ovattamento è percepito come una pienezza profonda, ‘come se l’orecchio fosse pieno dall’interno’. Può associarsi a vertigine, instabilità, nausea, ronzii o variazioni dell’udito.

«Quando l’ovattamento si associa a vertigine o a un calo improvviso dell’udito, è importante rivolgersi tempestivamente allo specialista», raccomanda Giordano.

Quando rivolgersi all’otorinolaringoiatra

In generale, è consigliabile una valutazione con l’otorinolaringoiatra quando la sensazione di orecchio tappato:

  • dura più di 2 o 3 settimane;
  • è monolaterale.
  • Si associa a un calo dell’udito persistente, a un senso di pressione costante o ad autofonia.
  • Non migliora nonostante la risoluzione di raffreddore o sinusite, oppure compare senza una causa evidente, o ancora se si associa a vertigini.

La visita otorinolaringoiatrica consente, nella maggior parte dei casi, di chiarire rapidamente la situazione. Attraverso l’otoscopia, l’esame audiometrico e il timpanogramma è possibile distinguere una semplice ipoacusia trasmissiva da altre condizioni. Mentre la fibroscopia nasale permette di valutare direttamente il rinofaringe e la funzionalità tubarica.

 Fonte: IRCSS Ospedale San Raffaele