Inaugurazione Casa Spallanzani, foto CS

L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS celebra i 90 anni dalla sua fondazione e i 30 anni dal riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). In occasione dell’anniversario, sono state presentate le attività previste per il 2026 e inaugurata la nuova struttura “Casa Spallanzani”.

All’evento hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma e l’assessore regionale ai Servizi sociali Massimiliano Maselli.

Inaugurata “Casa Spallanzani”: accoglienza per caregiver e familiari

Uno dei momenti centrali della giornata è stata l’inaugurazione di Casa Spallanzani. Una foresteria pensata per offrire ospitalità a prezzi calmierati ai familiari e caregiver dei pazienti ricoverati.

La struttura dispone di 22 posti letto, organizzati in ampie camere doppie. E’ destinata ad accogliere non solo i parenti dei pazienti dello Spallanzani, ma anche quelli della vicina Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini. Oltre a discenti e docenti del Centro di Formazione dell’Istituto.

Un’iniziativa che rafforza la dimensione umana dell’assistenza sanitaria, ponendo attenzione anche ai bisogni di chi assiste i pazienti.

“Spallanzani 30-90”: il nuovo logo tra cura, ricerca e formazione

Durante la cerimonia è stato presentato anche il nuovo logo “Spallanzani 30-90”, simbolo delle celebrazioni dell’anniversario.

Come spiegato dalla direttrice generale Cristina Matranga, il logo introduce il simbolo dell’infinito per rappresentare il legame continuo tra cura, ricerca e formazione:

“Il nuovo logo, con il simbolo dell’infinito, richiama l’idea di un dialogo costante tra la cura dei pazienti, l’attività di ricerca e la trasmissione del sapere. Tre dimensioni che non sono separate ma che si alimentano reciprocamente in un flusso continuo, da trent’anni.”

La direttrice ha sottolineato come, nel tempo, lo Spallanzani abbia mantenuto una missione costante pur affrontando sfide diverse, dall’HIV al Covid-19, fino alle nuove esigenze di formazione e accoglienza.

Un 2026 ricco di progetti e innovazioni

Il programma delle celebrazioni prevede numerosi appuntamenti e nuovi sviluppi strutturali e scientifici, tra cui una nuova sezione diagnostica senologica. Oltre all’apertura della seconda sala operatoria per la chirurgia del paziente infetto e l’attivazione del primo laboratorio BSL4 in Italia. E l’inaugurazione del Padiglione Pontano dedicato alle malattie infettive respiratorie. In calendario anche eventi concomitanti la Giornata mondiale dell’AIDS a dicembre e la Settimana della Scienza a settembre.

Un calendario che conferma il ruolo dello Spallanzani come punto di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca e nella cura delle malattie infettive.

La storia dello Spallanzani: un’eccellenza in continua evoluzione

Fondato nel 1936, l’Istituto ha progressivamente ampliato le proprie attività in risposta alle principali emergenze sanitarie del Paese.

Nel corso della sua storia ha affrontato la poliomielite negli anni ’30, l’influenza asiatica nel 1957, il colera nel 1970 e le emergenze legate all’epatite virale negli anni successivi.

Dagli anni ’80, lo Spallanzani è diventato un centro di riferimento europeo per la cura e la ricerca sull’HIV/AIDS, contribuendo allo sviluppo di nuovi percorsi diagnostici e terapeutici. Successivamente ha assunto un ruolo centrale anche nella gestione della tubercolosi, in particolare delle forme farmaco-resistenti.

Nel 1996 è stato riconosciuto come IRCCS dal Ministero della Sanità, mentre tra il 2001 e il 2003 è stato designato polo nazionale per bioterrorismo, SARS e febbri emorragiche.

Un centro strategico per le emergenze infettive

Oggi l’Istituto è articolato in due dipartimenti principali. Ossia il Dipartimento Clinico e di Ricerca delle Malattie Infettive e il Dipartimento di Epidemiologia, Ricerca Preclinica e Diagnostica Avanzata.

Lo Spallanzani ospita inoltre l’unico laboratorio italiano di massima sicurezza biologica BSL4, affiancato da laboratori BSL3 e da una biobanca parte del network internazionale BBMRI-ERIC, con oltre 1.255.000 campioni biologici conservati.

È inoltre in fase di realizzazione il nuovo Polo dei Laboratori “Rita Levi Montalcini”, destinato a rafforzare ulteriormente le attività di diagnostica avanzata, sorveglianza epidemiologica e risposta alle emergenze infettive.