Ripartire dopo la guerra significa ricostruire non solo un Paese, ma anche vite, relazioni e prospettive: è questo lo spirito del progetto “To-Gather – Comporre un Ecosistema per l’Inclusione e l’Empowerment dei Rifugiati Ucraini”. L’iniziativa in un anno ha accompagnato 140 rifugiate ucraine in un percorso di integrazione sociale, linguistica e professionale in Italia.
I risultati dell’iniziativa saranno presentati venerdì 20 marzo presso la Sala Consiliare del Municipio Roma IX Eur, alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti del territorio.
Il progetto è promosso da Cuore Impresa Sociale, Eulab Consulting s.r.l. e Associazione Donne for Peace ETS, con il supporto del Municipio Roma IX Eur e dell’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona (IACP). L’iniziativa è finanziata dalla Regione Lazio, nell’ambito del Programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021–2027.
Un percorso concreto di accompagnamento
Indice dei contenuti
Tra marzo 2025 e marzo 2026, To-Gather ha sviluppato un sistema di sostegno rivolto a rifugiati ucraini, con particolare attenzione alle donne spesso in condizioni di vulnerabilità emotiva, abitativa ed economica.
Le attività hanno incluso sportello legale, spazio di ascolto e counselling, corsi di lingua italiana, orientamento al lavoro e un percorso dedicato all’autoimprenditorialità. L’approccio adottato è stato centrato sulla persona, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti per favorire autonomia e inserimento nel contesto italiano.
Le difficoltà emerse sul territorio
Nel corso dell’anno sono emerse alcune criticità legate al sistema di accoglienza e alla gestione delle pratiche amministrative. Attraverso lo sportello legale è stato avviato un confronto con diversi stakeholder locali, tra cui SUAM, cooperative dei sistemi SAI e CAS e programmi di accompagnamento all’autonomia.
Le principali problematiche riguardano il rinnovo dei documenti, in particolare per famiglie monogenitoriali con minori e situazioni sanitarie complesse, oltre alle difficoltà di accesso ai contributi statali.
Trauma, ascolto e sostegno psicologico
Dal servizio di counselling, basato sull’approccio rogersiano centrato sulla persona, è emerso un diffuso senso di perdita e disorientamento legato ai traumi della guerra, ai lutti e allo sradicamento dal Paese d’origine.
Il lavoro svolto ha puntato sull’ascolto empatico e sul rafforzamento delle competenze personali e relazionali, offrendo uno spazio sicuro di confronto e rielaborazione.
La sfida dell’integrazione linguistica
Il corso di lingua italiana ha rappresentato un elemento fondamentale del progetto. Tuttavia, è emerso che, pur avendo acquisito competenze, molte partecipanti incontrano ancora difficoltà nell’utilizzare la lingua nella vita quotidiana.
Un aspetto che i promotori intendono rafforzare nei futuri sviluppi progettuali, per rendere l’apprendimento sempre più efficace e pratico.
Un’esperienza che non si conclude
Anche Cuore Impresa Sociale ha evidenziato il valore dell’iniziativa.
“Cuore è una giovane associazione impegnata nel sostenere le persone più vulnerabili che vivono difficoltà di inserimento sociale e professionale. Con il progetto “To-Gather” ha offerto ascolto attivo, sostegno psicologico e consulenza a donne e mamme in fuga dalla guerra, mettendo a disposizione la competenza dei propri professionisti. Un’esperienza di condivisione e solidarietà che ha rappresentato un piccolo ma significativo contributo per affrontare una drammatica emergenza. Il percorso non è concluso: il sostegno e l’impegno dovranno continuare”, ha aggiunto Simonetta Canneti, Vice Presidente di Cuore Impresa Sociale.
Donne for Peace guarda al futuro:
“Questa esperienza è stata estremamente preziosa e ci ha permesso di individuare con chiarezza i bisogni reali emersi durante quest’anno di lavoro a stretto contatto con i beneficiari. Proprio per questo abbiamo già iniziato a elaborare una nuova proposta progettuale”, ha dichiarato Volha Marozava, Presidente dell’associazione.
Tra le testimonianze raccolte, anche quella di Olha Huzhakovaka, rifugiata in Italia da quattro anni:
“Ringrazio To-Gather per avermi dato una opportunità importante per la mia vita e per il futuro dei miei figli”. Ha raccontato, spiegando il desiderio di aprire un’attività nel settore del benessere.
Verso maggiore autonomia
Durante l’evento del 20 marzo saranno consegnati i diplomi ai partecipanti dei corsi di lingua e autoimprenditorialità, come riconoscimento del percorso svolto.
To-Gather si conferma così un’esperienza significativa di inclusione, capace di unire ascolto, formazione e accompagnamento all’autonomia. Un progetto che mette al centro le persone e che dimostra come la collaborazione tra enti pubblici e realtà del terzo settore possa generare risultati concreti e duraturi.
