Si celebra oggi 4 marzo la Giornata Internazionale di sensibilizzazione per l’HPV, virus che causa l’infezione virale sessualmente trasmessa più diffusa a livello mondiale. Si calcolano ogni anno oltre 7000 nuovi casi e più di 3000 decessi. Sono patologie che colpiscono donne e uomini e, in larga parte, possono essere prevenute.
L’infezione da HPV è responsabile del tumore della cervice uterina, che da solo registra più di 2400 nuovi casi e oltre 1000 morti annue. Ed anche di una quota rilevante di tumori dell’ano, dell’orofaringe, del pene, della vulva e della vagina.
Cos’è l’HPV, come si previene, come si trasmette
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Il gruppo dei virus HPV comprende:
- Genotipi ad alto rischio oncogeno, responsabili del carcinoma della cervice uterina e di altri tumori anogenitali.
- Una quota rilevante di tumori orofaringei in entrambi i sessi.
- Genotipi a basso rischio oncogeno, associati a patologie benigne come i condilomi anogenitali.
L’HPV si trasmette attraverso i rapporti sessuali ed è l’infezione virale sessualmente trasmessa più diffusa a livello mondiale.
Le patologie correlate al virus colpiscono donne e uomini e, in larga parte, possono essere prevenute attraverso la prevenzione primaria. O mediante la vaccinazione anti-HPV e la prevenzione secondaria, attraverso programmi di screening organizzati, strumenti entrambi validati scientificamente.
La vaccinazione contro l’HPV è offerta gratuitamente a partire dal 2007-2008 a bambine, bambini e adolescenti nati dal 1995-1996 in poi. Chi non si è vaccinato in età pediatrica o adolescenziale può farlo contattando i numeri verdi dei Centri regionali delle ASL di riferimento dedicati alle vaccinazioni.
Screening oncologico per prevenire il carcinoma della cervice uterina
Le regioni promuovono lo screening oncologico per prevenire il carcinoma della cervice uterina. Le donne tra i 25 e i 64 anni sono invitate dalle ASL di riferimento a effettuare il prelievo delle cellule del collo dell’utero. Questo è utile a individuare precocemente eventuali alterazioni cellulari o la presenza di infezione da HPV.
In tutte le regioni, alle donne che aderiscono allo screening della fascia d’età 25-30 anni viene offerta la vaccinazione, se non vaccinate in età pediatrica.
L’infezione da HPV è molto diffusa nella popolazione e, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente. Solo in una piccola percentuale di casi l’infezione può persistere e determinare lesioni cervicali ad alto rischio oncogeno, che richiedono un trattamento chirurgico. Poiché questo processo è generalmente lento, l’adesione regolare ai programmi di screening consente una prevenzione efficace e completa della malattia.
I risultati positivi della vaccinazione anche sui tumori
In Italia una delle patologie provocate dall’HPV, cioè i condilomi ano-genitali (lesioni benigne note comunemente come “creste di gallo”), rappresenta l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa. Nell’ultimo decennio si è osservata una rilevante riduzione del numero di casi di condilomi. Ciò sia in donne che in uomini, in particolare tra giovani di meno di 25 anni. Questo risultato rappresenta il primo effetto positivo della campagna vaccinale anti-HPV, ancor prima di poter osservare i benefici sulla prevenzione dei tumori associati ad HPV.
Già diversi studi hanno evidenziato i primi risultati positivi della vaccinazione anche sui tumori. In particolare, una revisione su 225 ricerche ha dimostrato che il vaccino riduce i tumori cervicali dell’80% nelle persone vaccinate entro i 16 anni. Riduce anche l’incidenza delle lesioni precancerose e non è associato a effetti collaterali a lungo termine o infertilità.
Coperture vaccinali e screening in Italia
In Italia la vaccinazione anti-HPV è inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma persistono differenze regionali nelle coperture vaccinali e nell’adesione ai programmi di screening. Queste variabilità incidono direttamente sulla possibilità di ridurre in modo uniforme il carico dei tumori prevenibili.
In Italia nessuna regione ha raggiunto il 95% delle coperture vaccinali, che variano da un massimo del 77% raggiunto dalla Lombardia al 23% della Sicilia.
Per quanto riguarda lo screening, nessuna regione italiana supera il 90% di copertura tra le aventi diritto, e si va da circa l’88% della Val d’Aosta al 58% della Calabria.
L’HPV rappresenta una sfida di salute globale
L’HPV rappresenta una sfida di salute globale. Le evidenze sulla prevenzione sono consolidate. La loro traduzione in benefici concreti dipende dalla capacità dei sistemi sanitari di garantire un’organizzazione efficace dei servizi, la continuità delle politiche di prevenzione.
Per informazioni si può chiamare il Telefono Verde AIDS e Infezioni Sessualmente Trasmesse 800 861061 (TV AIDS e IST) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Ciò dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle ore 18.00, sia in italiano sia in inglese.
Le persone sorde possono utilizzare il link al form: www.iss.it/info-persone-sorde attraverso cui essere re-indirizzate ad un sistema informativo via e-mail.
