cuore bambini

Proteggere i bambini dagli incidenti domestici legati a farmaci e sostanze potenzialmente pericolose è una responsabilità quotidiana che richiede attenzione, organizzazione e consapevolezza. I più piccoli, spinti dalla naturale curiosità, possono entrare in contatto con prodotti che per un adulto risultano innocui nella gestione. Per loro, invece, costituiscono un rischio significativo.

Nonostante tutte le precauzioni, tuttavia, può capitare che un bambino tocchi o ingerisca accidentalmente una sostanza tossica. In questi momenti è fondamentale mantenere la calma. Solo così si possono riconoscere tempestivamente eventuali segnali di allarme e sapere quali azioni adottare nell’immediato per ridurre i rischi e facilitare l’intervento dei sanitari.

La prima regola di sicurezza: sostanze pericolose fuori portata

La prima misura da prendere per proteggere i nostri piccoli è tenere tutto lontano dai loro occhi e dalle loro mani.

«Meglio non farci vedere – consiglia Francesco Silenzi, referente del Trauma center AOU Meyer IRCCS – mentre utilizziamo tutte le sostanze potenzialmente pericolose. Se nonostante tutte le precauzioni prese, purtroppo il contatto è avvenuto, o anche se è solo un sospetto, non si deve perdere la calma. Si deve valutare se il bambino presenta sonnolenza, irritabilità, movimenti anomali degli arti. Oppure disturbi dell’equilibrio, colorito della pelle pallido o eccessivamente arrossato, eccessiva lacrimazione o salivazione. In questo caso è necessario far portare il bambino al Pronto Soccorso più vicino. Nell’attesa – raccomanda Silenziassolutamente non far vomitare il bambino o rimuovere forzatamente compresse presenti nella sua bocca. Questa manovra, infatti, potrebbe provocare lo scivolamento del corpo estraneo nelle vie aeree».

Possibile intossicazione anche senza sintomi evidenti

Nel caso in cui il bambino non manifesti alcun disturbo, non si può escludere l’intossicazione.

«Alcuni farmaci, infatti, hanno un periodo di latenza – specifica Silenziprima di manifestare i loro effetti. In questo caso è comunque necessario identificare la sostanza implicata, cercare di calcolare almeno approssimativamente la dose potenzialmente assunta. Capire anche quanto tempo potrebbe essere passato dal contatto e chiamare il Centro antiveleni. I Centri sono strutture sparse sul territorio nazionale che rispondono telefonicamente 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 a privati e operatori sanitari. Forniscono indicazioni sulla tossicità di molteplici sostanze e sui provvedimenti da prendere. Per alcuni farmaci anche solo una compressa può determinare gravi intossicazioni in un bambino. Nel caso, anche solo sospetto, di ingestione di farmaci contenenti antistaminici, antidepressivi, calcioantagonisti o betabloccanti è necessaria una valutazione», suggerisce l’esperto.

Portare sempre i farmaci ingeriti, aiuta i medici

È importante poter visionare direttamente il prodotto sospetto. È questo un suggerimento per chi accompagnerà il bambino in ospedale e che sarà estremamente utile per il personale sanitario che valuterà il bambino. Quindi, portare la confezione originaria o l’eventuale contenitore del tossico aiuterà a prendere più rapidamente i provvedimenti necessari per ridurre le conseguenze dell’avvelenamento.

«Ultimo suggerimento – continua Silenziè quello di non conservare i farmaci fuori dalle loro confezioni o mescolati nei contenitori portapillole. In questi casi, difatti, potrà risultare difficile identificare il tipo o la dose del farmaco che il bambino potrebbe avere assunto. Se dovesse capitare di non ricordare il nome, cerchiamo almeno di sapere la patologia per cui questo farmaco era stato prescritto. Per concludere, teniamo presente che per fortuna solo una piccola parte dei contatti con sostanze tossiche è in grado di provocare gravi avvelenamenti. Ma che in ogni caso un controllo accurato sarà spesso necessario. Per aiutare i nostri bambini, sarà necessario non farsi prendere dal panico. E fornire in modo preciso le informazioni che ci verranno richieste dal personale sanitario», conclude l’esperto.