Nei decenni scorsi, il periodo post influenza era caratterizzato dal riposo consigliato o prescritto dal medico curante. Oggi, la vita frenetica ha compresso i tempi della convalescenza. Tuttavia, non si dovrebbe essere frettolosi, soprattutto quando si tratta dei più piccoli. Prima dei cinque o sei anni il sistema immunitario non è ancora pienamente maturo. I bambini sono, dunque, più vulnerabili ai virus che circolano nelle aule scolastiche da settembre fino alla fine dell’anno didattico.
Infezioni delle vie respiratorie e gastroenteriti: necessaria una settimana per guarire
Indice dei contenuti
Le infezioni più frequenti delle vie respiratorie, anche quelle apparentemente innocue come raffreddori, otiti, faringiti, necessitano in genere da cinque a sette giorni per risolversi. Anche le gastroenteriti di origine virale hanno bisogno di circa una settimana per dirsi guarite. Riportare in classe un bambino non ancora completamente ristabilito significa sottoporlo al rischio di una nuova malattia. Accorciando, così, in modo progressivo e inevitabile l’intervallo di benessere tra un episodio e il successivo. Inoltre, in alcune circostanze — come accade nelle rinosinusiti — da un semplice raffreddamento si può passare a un quadro più articolato, dovuto alla diffusione di virus o batteri dal naso verso i seni paranasali.
I bambini guariscono bene con pochi rimedi
Sarebbe bene organizzarsi per evitare che il bimbo nel primo anno di vita debba andare al nido per consentire ai genitori di lavorare. “Dopo i due, tre anni invece,frequentare la scuola d’infanzia e stare con i propri coetanei porta solo vantaggi per il suo sviluppo cognitivo”. È quanto rende noto l’AOU Meyer Irccs. “Ma anche per la socializzazione, il linguaggio, l’acquisizione dell’autonomia. Inoltre, il suo sistema immunitario è in grado di produrre anticorpi verso i comuni agenti infettivi, dimostrato dal fatto che questi bimbi si ammalano molto meno”.
Nonostante tutto, cinque-sei episodi febbrili ogni anno sono abbastanza normali, non sono necessari accertamenti e terapie particolari. I bambini guariscono bene con pochi rimedi volti a diminuire il disagio del naso chiuso, della tosse catarrale, del mal di pancia.
Convalescenza, tempi più lunghi se i bimbi sono cagionevoli
In caso di bambini particolarmente cagionevoli, i tempi di convalescenza devono essere necessariamente più lunghi per permettere loro una migliore ripresa prima di ritornare in comunità. Ciò è consigliabile quando si verificano infezioni ricorrenti che interessano diversi distretti (naso, gola, orecchio, bronchi, pancia). Se poi il piccolo è un bimbo a rischio, (allergico, affetto da altre patologie) è necessaria anche la prevenzione. Il consulto con il pediatra di famiglia è fondamentale per decidere cosa è più appropriato per quel bambino e per ogni singola situazione.
Immunomodulanti, vitamina D, vaccinazione anti-influenzale, alimentazione corretta, ricca di verdura e frutta, attività fisica, possono aiutare a diradare le infezioni ricorrenti nel periodo invernale.
In genere, alla risoluzione dei sintomi i bambini non sono più contagiosi, ma bastano 24 ore senza febbre per tornare in classe? La febbre è sicuramente significativa, ma la sua assenza non è sinonimo di buona salute o di guarigione, ci sono altri elementi da considerare. Tra questi, la persistenza della tosse, il malessere generale, la rinorrea muco-purulenta, la disappetenza, la stanchezza inusuale. In queste situazioni il buon senso consiglia di aspettare ancora.
Per le comuni patologie dell’apparato respiratorio, i tempi di convalescenza variano con la diagnosi e in base alle condizioni del bambino. Invece, per alcune malattie come varicella, morbillo, scarlattina, parotide ed altre, le regole sono molto precise e vanno rispettate. Crescendo, tuttavia, le infezioni ricorrenti diminuiscono, le difese dei bambini sono più appropriate, ma la regola della prudenza è sempre valida. Anche per i bimbi più grandicelli.
Fonte: Meyer
