Laura Rinaldoni, OrchiDea

Dal 9 all’11 marzo, il Teatro Tordinona di Roma ospita OrchiDea, storia di un fiore malato, uno spettacolo che attraversa il teatro per interrogare la vita, il corpo e i legami umani. In scena alle ore 21, l’opera è interpretata da Laura Rinaldoni e diretta da Mariaelena Masetti Zannini, con la collaborazione alla regia di Emanuela Bolco.

OrchiDea è un progetto di teatro verità, una forma scenica in cui il confine tra rappresentazione e vita reale si assottiglia fino quasi a scomparire. Il palco diventa uno spazio reale, abitato da storie autentiche, dove il teatro non mette in scena personaggi, ma persone.

Quando la biografia diventa linguaggio universale

Lo spettacolo nasce come racconto biografico, costruito a partire dall’esperienza personale di Laura Rinaldoni, che sceglie di esporre la propria esistenza senza mediazioni. Tuttavia, Orchidea va oltre il racconto individuale: la materia privata si trasforma in linguaggio universale, capace di parlare a chi guarda, indipendentemente dalla propria storia personale.

I protagonisti della vicenda sono presenti, visibili, esposti, e la loro presenza reale costituisce il cuore etico e poetico dello spettacolo. Il teatro diventa così un luogo di testimonianza, in cui ciò che spesso resta invisibile trova finalmente spazio e voce.

Un teatro che rifiuta l’empatia facile

Orchidea, storia di un fiore malato rifugge l’empatia immediata e la commozione costruita. Al contrario, invita lo spettatore a una partecipazione critica, a un ascolto attivo e responsabile. La narrazione procede senza filtri, evitando scorciatoie emotive e restituendo la complessità dell’esperienza umana.

La nuova messa in scena si presenta con un cast completamente rinnovato, una scelta che – come sottolinea la regista Mariaelena Masetti Zannini – risponde a una precisa esigenza drammaturgica:
ogni nuova presenza modifica il racconto, lo riscrive dall’interno, lo rende nuovamente vivo. Il teatro, in questo progetto, non ha una funzione consolatoria, ma apre uno spazio di consapevolezza.

Che cos’è il morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una malattia neurologica cronica e progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale, compromettendo nel tempo il controllo dei movimenti. È causata dalla progressiva perdita di neuroni che producono dopamina, una sostanza fondamentale per la coordinazione motoria. I sintomi più noti sono tremore, rigidità muscolare e lentezza nei movimenti, ma la malattia coinvolge anche aspetti meno visibili come il sonno, l’umore, le funzioni cognitive e la comunicazione. Il Parkinson modifica profondamente la vita quotidiana, le relazioni e l’identità della persona. Per questo oggi viene considerato oltre che una condizione clinica, una questione sociale e culturale, che interroga il diritto alla salute, e alla cura.

La vita come esperienza condivisa

Nel racconto scenico di OrchiDea, la malattia emerge come esperienza esistenziale e relazionale, mai isolata. Laura Rinaldoni porta in scena la propria storia insieme alle persone che le sono accanto: il marito, che nonostante la separazione le è rimasto vicino, e la sorella, presenza costante e fondamentale.

Ad un certo punto della mia vita mi sono ammalata del morbo di Parkinson. E’ un mostro che è cresciuto dentro di me e pian piano si è preso la mia vita.” afferma la protagonista Laura Rinaldoni“Con me in scena mio marito che nonostante tutto, nonostante i miei eccessi ci abbiano portato alla separazione, mi è rimasto sempre accanto, e mia sorella che non ha mai smesso di tenermi per mano.”

In questo modo, lo spettacolo restituisce una visione complessa e non stereotipata della malattia, mettendo in luce il ruolo delle relazioni, della cura e della responsabilità condivisa.

Teatro e diritto alla visibilità

Portare in scena il Parkinson senza pietismo e senza semplificazioni è un gesto profondamente politico. Orchidea apre uno spazio di riflessione su una condizione spesso ridotta a stereotipo o invisibilità, riportandola al centro dello sguardo collettivo.

Il teatro diventa così uno strumento culturale di salute pubblica, capace di interrogare il diritto alla salute non solo come accesso alle cure, ma come diritto alla parola, alla rappresentazione e alla dignità dell’esperienza umana.

Informazioni sullo spettacolo

Orchidea, storia di un fiore malato
Scritto e diretto da Mariaelena Masetti Zannini
Collaborazione alla regia: Emanuela Bolco

In scena:
Laura Rinaldoni, Daniela Rinaldoni, Emanuela Bolco, Cristina Bevilacqua, Andrea Vangelisti, Mariaelena Masetti Zannini, Virginia Rossi, Valentina Formisano, Anthony Rosa, Marco Fioramanti, Niko Marinelli

Performance art e oggetti di scena: Marco Fioramanti
Performance di pittura sul corpo Niko Marinelli
Coreografia: Anthony Rosa

Teatro Tordinona – Via degli Acquasparta 16, Roma
9, 10 e 11 marzo – ore 21
Biglietti: €15 | Ridotto prevendita €13
Info e prenotazioni: 351 2292605

orchideateatro2026@libero.it

In copertina: uno scatto di Stefano Borsini, pubblicazione autorizzata da regista e protagonista dello spettacolo.