Le molestie sul luogo di lavoro sono una problematica seria. Purtroppo, continua a rimanere un tema di grande attualità. Si manifestano in vari modi: verbali, fisiche, psicologiche o sessuali e hanno gravi ripercussioni sulla salute mentale e fisica dei lavoratori, più frequentemente lavoratrici. Derivano da comportamenti indesiderati che non solo compromettono la serenità lavorativa, ma causano anche un aumento significativo dello stress. Ciò determina conseguenze devastanti sulla salute complessiva dell’individuo.
OIL – Organizzazione internazionale del lavoro
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La Convenzione OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) n. 190/2019 è un trattato internazionale che definisce norme minime per contrastare la violenza e le molestie sul lavoro.
Per molestie sul lavoro si intende qualsiasi comportamento che crei un ambiente ostile, intimidatorio, degradante o offensivo. Sebbene le legislazioni di molti paesi siano ormai sensibilizzate a questo fenomeno, è importante non solo riconoscerle, ma anche comprenderne le gravi implicazioni sulla salute dei dipendenti.
Rientrano nelle molestie comportamenti negativi, persistenti e dannosi che vengono posti in essere da un collega, un superiore o una persona che svolge un’attività lavorativa in un contesto condiviso.
Varie tipologie di molestie
Tra le molestie verbali rientrano insulti, offese, battute sessiste, razziste o discriminatorie, minacce, sarcasmo e derisione. Quelle psicologiche riguardano comportamenti che inducono a umiliazione, intimidazione. Possono comprendere esclusione sociale, insulti indiretti, sabotaggio delle capacità lavorative o il costante ricorso a critiche non costruttive.
Le fisiche possono essere palpeggiamenti, spintoni, aggressioni o qualsiasi altro tipo di contatto fisico non desiderato. Possono essere direttamente connesse con le molestie sessuali. Tra queste annoveriamo avances sessuali non richieste, commenti inappropriati sul corpo, richieste di favori sessuali in cambio di vantaggi lavorativi, o qualsiasi comportamento a sfondo sessuale che crei disagio nel destinatario.
Molte volte, le molestie si sviluppano in modo subdolo e progressivo, iniziando con atteggiamenti o commenti che potrebbero sembrare inizialmente banali, ma che, nel tempo, minano la fiducia e il benessere psicologico del lavoratore. Inoltre non sono limitate ai contesti di lavoro in cui esistono relazioni di gerarchia. Possono verificarsi anche tra colleghi di pari livello, creando comunque un ambiente ostile.
L’impatto delle molestie sul benessere psicologico
I lavoratori che subiscono atti di mobbing o intimidazioni psicologiche sono più esposti a disturbi emotivi, ansia, depressione, isolamento sociale e calo dell’autostima.
Uno dei principali meccanismi psicologici coinvolti è lo stress. Il lavoratore che vive questa situazione è costantemente esposto a tensione, che provoca una reazione fisiologica legata allo stress cronico. Il cervello percepisce il rischio o la minaccia come una situazione da affrontare e attiva il sistema nervoso autonomo. Se il lavoratore non può sfuggire alla fonte di stress, la situazione può diventare patologica, con ripercussioni evidenti sul suo stato di salute mentale.
Ansia e depressione
Il disturbo d’ansia e la depressione sono tra le conseguenze psicologiche più comuni. L’ansia costante derivante dalla paura di nuovi episodi può paralizzare la persona, riducendo la sua capacità di concentrarsi sul lavoro e di mantenere relazioni positive con i colleghi. L’incertezza sul futuro e la mancanza di supporto possono portare alla comparsa di sintomi depressivi, tra cui tristezza persistente, perdita di interesse per le attività quotidiane e una generale sensazione di impotenza.
Conseguenze sulla salute
La vittima può sentirsi incompetente, inadeguata, non apprezzata, e questo peggiora ulteriormente la sua condizione psicologica, creando un circolo vizioso di insoddisfazione e sofferenza. La paura di esporsi o di denunciare la situazione può spingere la persona a rinunciare alla possibilità di chiedere aiuto, aggravando la situazione.
Il corpo reagisce allo stress in modi che, nel lungo periodo, possono compromettere la salute fisica. In questi casi le vittime sono più vulnerabili a una serie di disturbi fisici legati allo stress, come problemi cardiovascolari, disturbi del sonno, malattie gastrointestinali, e disturbi muscoloscheletrici.
Lo stress inoltre aumenta i livelli di cortisolo nel sangue. Questo ormone, se presente in quantità elevate per periodi prolungati, può aumentare la pressione sanguigna, accelerare il battito cardiaco e danneggiare i vasi sanguigni, contribuendo all’insorgenza di malattie cardiovascolari come l’ipertensione, l’infarto e l’ictus.
La tensione può interferire con la qualità del sonno. La preoccupazione continua, le notti insonni e l’impossibilità di “staccare” dal lavoro compromettono il riposo e, nel lungo termine, la salute generale.
Si possono sviluppare sintomi legati al tratto gastrointestinale, come acidità di stomaco, indigestione, sindrome dell’intestino irritabile e ulcere.
Il mal di schiena, i dolori articolari e la tensione muscolare sono altre conseguenze fisiche dello stress.
Inoltre possono insorgere disturbi psichici come l’ansia, la depressione, il burnout e il disturbo post-traumatico da stress. In un contesto lavorativo, lo stress cronico non solo limita le capacità professionali del lavoratore, ma può compromettere gravemente la sua vita personale.
Come affrontare il problema delle molestie sul lavoro
La lotta contro le molestie sul lavoro richiede una strategia su più fronti, che coinvolge sia le istituzioni che i singoli individui. È essenziale che i lavoratori siano consapevoli dei propri diritti e che le aziende adottino politiche chiare per prevenire e contrastare questo fenomeno.
Quadro normativo di riferimento
Riportiamo qui di seguito in parte la comunicazone del Comitato Unico di Garanzia del Ministero dell’interno e dalla Consigliera di fiducia sul fenomeno delle molestie sul luogo di lavoro del 2023.
Costituzione
Oltre alla Convenzione e alla raccomandazione del 2019 già citate, riferimenti li troviamo nella Costituzione ed in particolare agli artt. 32, 37 e 41. Tali disposizioni garantiscono, rispettivamente, il diritto alla salute, la parità tra uomo e donna sul luogo di lavoro ed, infine, un ambiente di lavoro rispettoso della salute e della dignità dei lavoratori.
Codice Civile
Il Codice Civile, in particolare all’art. 2087, tutela il diritto alla salute sui luoghi di lavoro, attribuendo al datore di lavoro un obbligo di garanzia rispetto ad ogni singolo lavoratore sia sotto il profilo fisico che psicosociale e tutelandone l’integrità e la personalità morale.
Testo Unico sulla Sicurezza nei luoghi di lavoro
Il Testo Unico sulla Sicurezza sui luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08) obbliga, infine, il datore di lavoro a valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compresi quelli derivanti dallo stress lavoro-correlato, ovvero i cosiddetti rischi psico-sociali fra cui sono evidentemente da ricomprendere quelli derivanti da comportamenti violenti o molestie.
Penale
Sotto il profilo penale, le molestie e le violenze sui luoghi di lavoro possono assumere rilievo se risultano integrati gli estremi del reato di violenza sessuale.
Inoltre, l’art. 26 del Codice delle Pari Opportunità (D.Lgs. n. 198/ 2006) equipara le molestie sessuali alla discriminazione di genere. Inoltre estende alle molestie la disciplina e le tutele previste per le discriminazioni, in particolare per quanto riguarda i meccanismi processuali e sanzionatori.
Sotto il profilo giuslavoristico l’eventuale licenziamento c.d. ritorsivo o quello c.d. discriminatorio nei confronti della lavoratrice/lavoratore denunciante è affetto da nullità. Così come sono nulli l’eventuale mutamento di mansioni o qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata.
La legge n. 205/2017 ha inoltre introdotto specifiche disposizioni in materia di molestie sessuali sul lavoro.