Molto spesso i bambini ingeriscono corpi estranei, accidentalmente o volontariamente, creando grosse preoccupazioni nei genitori. L’ingestione può accadere in ogni momento della giornata, durante i pasti, il gioco, o nei momenti di “esplorazione” del mondo circostante da parte dei più piccoli. 

Nella maggior parte dei casi, l’episodio si risolve da sé con la spontanea espulsione dell’oggetto ingerito, ma in alcuni casi è indispensabile un intervento medico. E, nella peggiore delle ipotesi, il corpo estraneo, a seconda delle caratteristiche, può arrecare serie conseguenze, a volte anche fatali.

Solo in Italia i dati riportano circa mille ricoveri ogni anno, specialmente nei bambini sotto i 6 anni, alcuni con esiti fatali. Negli Usa le classifiche danno il fenomeno in crescita addirittura di oltre il 91%.

Ingestione di corpi estranei, le spiegazioni di AIGO

L’AIGO (Associazione Italiana Gastroenterologi ed endoscopisti digestivi Ospedalieri) spiega cosa accade quando un corpo estraneo viene accidentalmente ingerito, quali sono i rischi possibili e come intervenire.

A seconda del livello dell’ostruzione, il bambino può avere sintomi diversi. In caso di ostruzione esofagea possono insorgere dei rigurgiti di muco o ipersalivazione o incapacità totale da parte del bambino di mangiare o di bere.

Se l’ostruzione si verifica a livello della valvola ileocecale, il paziente può manifestare sintomi occlusivi, ovvero dolore addominale e impossibilità di evacuare o emettere aria. In tali casi è necessario accedere al Pronto soccorso.

Portare al più presto il bambino al Pronto soccorso

Quando un genitore è presente all’ingestione di un oggetto, dovrebbe portare al più presto il bambino al Pronto soccorso. Cercare di indurre il vomito non è una buona strategia, poiché se l’oggetto ha superato spontaneamente uno dei punti anatomici “critici” può tornare su. In questo modo potrebbe restare bloccato in una sede più prossimale come l’esofago, con aumento del rischio di complicanze.

Se gli oggetti ingeriti restano nell’intestino per lungo tempo però, evenienza rara, ma possibile, serve un intervento mirato. Generalmente tale evenienza è difficile.

Prevenire tali episodi è sicuramente la strada migliore. Ma spesso è difficile, per la nota curiosità dei bambini di conoscere il mondo esterno proprio tramite la bocca.

«La migliore strategia è cercare di evitare che i bambini vengano a contatto con oggetti che di fatto non dovrebbero ingerire». Così Elisa Stasi, Gastroenterologa ed endoscopista presso l’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, e membro AIGO.

Gli oggetti che i bambini ingeriscono solitamente

Ma quali sono gli oggetti che i bambini ingeriscono maggiormente? Di solito sono le monete (il 60% dei casi), i giocattoli di piccole dimensioni (10%), i gioielli (7%) e le batterie (7%).

Il picco di incidenza è solitamente intorno ai 2 anni di vita, sia per le caratteristiche comportamentali di questa età, sia per l’anatomia del bambino. Spesso si tratta di episodi evitabili con una costante attenzione da parte dei genitori, che dovrebbero togliere dalla portata dei bambini questi oggetti.

Al genitore, quindi, resta il compito di intercettare tempestivamente l’episodio di ingestione e di capire, almeno a livello sommario, di che natura sia l’oggetto ingerito.

I corpi ingeriti possono causare gravi complicanze

Il 90 per cento degli oggetti smussi di piccole dimensioni attraversano spontaneamente l’apparato digerente senza determinare complicanze.

Il problema si pone se il corpo estraneo ingerito non riesce a superare le porzioni anatomicamente più piccole del tratto gastrointestinale. Tra queste l’esofago, il piloro, che è il punto di passaggio fra lo stomaco e il piccolo intestino, o la valvola ileo-cecale. Quest’ultima è il punto di congiunzione fra il piccolo e il grosso intestino. Oltre alla forma dell’oggetto, che può arrecare traumi e lacerazioni alle pareti dell’apparato digerente, c’è da considerare anche la natura dello stesso e la composizione chimica. Ciò per il rischio di rilascio di sostanze tossiche. 

I corpi estranei senz’altro più pericolosi sono le batterie a disco, comunemente utilizzate per gli orologi, i dispositivi elettronici e i piccoli elettrodomestici. Tutti questi possono portare a complicanze molto serie o letali con il decesso.