Influenza, virus in continua evoluzione e vaccino aggiornato ogni anno. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato la nuova composizione del vaccino antinfluenzale per la stagione 2026-2027 nell’emisfero nord. La decisione arriva dopo l’analisi dei dati raccolti dalla rete globale di sorveglianza sui virus influenzali.
Perché l’influenza cambia continuamente?
Indice dei contenuti
I virus influenzali appartengono alla famiglia degli Orthomyxovirus e hanno una caratteristica biologica che li rende particolarmente difficili da controllare: mutano costantemente.
Il loro materiale genetico, costituito da RNA, subisce frequenti variazioni durante la replicazione. Queste modifiche, chiamate “deriva antigenica”, alterano le proteine superficiali del virus, in particolare emoagglutinina e neuraminidasi. Anche piccole variazioni possono modificare il modo in cui il sistema immunitario riconosce il patogeno.
Di conseguenza, la protezione acquisita con una precedente infezione o con il vaccino dell’anno precedente può risultare parziale o meno efficace. Questo fenomeno spiega perché l’influenza continua a circolare ogni stagione e perché la vaccinazione deve essere aggiornata periodicamente. Il sistema di sorveglianza globale coordinato dall’OMS monitora migliaia di campioni virali raccolti in tutto il mondo. I laboratori analizzano la genetica dei virus emergenti e identificano i ceppi che hanno maggiori probabilità di diffondersi nella stagione successiva. Sulla base di queste informazioni viene definita la composizione dei vaccini.
Cosa è successo nella stagione influenzale appena conclusa?
La stagione influenzale 2025-2026 è stata particolarmente intensa. Secondo le stime epidemiologiche, tra influenza e altri virus respiratori sono stati colpiti circa 14-15 milioni di persone.
Oltre ai virus influenzali, hanno circolato altri patogeni respiratori come virus respiratorio sinciziale, metapneumovirus, rinovirus e SARS-CoV-2. Questo scenario evidenzia quanto il panorama delle infezioni respiratorie sia complesso.
Anche quando il picco influenzale viene superato, la circolazione dei virus respiratori può continuare per diverse settimane. Il professor Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene generale e applicata all’Università degli Studi di Milano, sottolinea che l’influenza rimane una sfida significativa per la salute pubblica.
Le complicanze possono essere gravi soprattutto negli anziani, nei bambini piccoli e nelle persone con patologie croniche. In questi gruppi l’infezione può causare polmoniti, peggioramento di malattie cardiovascolari o respiratorie e ricoveri ospedalieri.
Come viene deciso il vaccino dell’influenza ogni anno?
Il processo di selezione dei ceppi vaccinali è uno dei più complessi nella prevenzione delle malattie infettive. L’OMS coordina una rete internazionale di oltre cento laboratori che raccolgono e analizzano campioni virali provenienti da diversi continenti.
Due volte all’anno l’organizzazione pubblica raccomandazioni ufficiali sulla composizione dei vaccini. A febbraio vengono definite le indicazioni per l’emisfero nord, mentre a settembre quelle per l’emisfero sud.
Questa tempistica consente alle aziende farmaceutiche di produrre le dosi necessarie prima dell’inizio della stagione influenzale. Il 27 febbraio l’OMS ha annunciato la composizione raccomandata per il vaccino 2026-2027. La nuova formulazione resta trivalente, cioè basata su tre ceppi virali. La scelta deriva dal fatto che uno dei due ceppi di virus B storicamente presenti nei vaccini, la linea B/Yamagata, non circola più a livello globale dal 2020. Nonostante ciò, alcuni produttori continueranno a realizzare vaccini quadrivalenti, che includono anche questo ceppo, per garantire una copertura più ampia in caso di eventuali cambiamenti epidemiologici.
Quali ceppi influenzali saranno inclusi nel vaccino dell’influenza 2026-2027?
Il vaccino raccomandato per la prossima stagione nell’emisfero nord includerà tre ceppi principali. Il primo è un ceppo aggiornato del virus A/H1N1 identificato come A/Missouri/11/2025. Il secondo è un nuovo ceppo del virus A/H3N2, appartenente alla variante che ha avuto maggiore diffusione nella stagione influenzale più recente. Il terzo componente riguarda il virus B della linea Victoria, rappresentato da varianti come Tokyo 2025 o Pennsylvania 2025 a seconda della tecnologia di produzione del vaccino.
Questa combinazione è stata selezionata perché ritenuta la più rappresentativa dei virus che potrebbero circolare nella prossima stagione. L’obiettivo è anticipare l’evoluzione dei virus influenzali e garantire una protezione adeguata alla popolazione. Tuttavia la previsione non è mai perfetta, perché il virus continua a evolversi anche dopo la definizione del vaccino.
Vaccino dell’influenza: perché la vaccinazione resta la strategia principale di prevenzione?
Nonostante la variabilità dei virus influenzali, la vaccinazione rimane lo strumento più efficace per ridurre il numero di casi e soprattutto le complicanze. Il vaccino non elimina completamente il rischio di infezione, ma può ridurre la gravità della malattia e la probabilità di ricovero.
Questo effetto è particolarmente importante nei gruppi fragili. La vaccinazione contribuisce anche alla protezione della comunità. Riducendo il numero di persone infette, diminuisce la circolazione del virus e si proteggono indirettamente i soggetti più vulnerabili. Il professor Pregliasco ricorda che il messaggio di salute pubblica resta invariato nel tempo: vaccinarsi ogni anno rappresenta la strategia più efficace per affrontare una malattia che continua a mutare e a diffondersi. In un contesto in cui diversi virus respiratori circolano contemporaneamente, la prevenzione vaccinale assume un ruolo ancora più centrale nella tutela della salute collettiva.
