Dopo le piogge il caldo, zanzare e zecche in agguato
Con l’arrivo del caldo dopo settimane di piogge incessanti, l’Italia rischia l’invasione di zanzare e zecche. Le zanzare killer sono…
Il virus del Nilo Occidentale (West Nile Virus) è un agente patogeno appartenente alla famiglia dei Flaviviridae, diffuso in molte parti del mondo, compresa l’Europa e il bacino del Mediterraneo. Il virus si mantiene in natura attraverso un ciclo di trasmissione tra uccelli selvatici e zanzare, in particolare quelle del genere Culex. L’essere umano e gli equini rappresentano invece ospiti occasionali e “a fondo cieco”, poiché non sviluppano una viremia tale da infettare altre zanzare.
Nella maggior parte dei casi, circa l’80%, l’infezione decorre in modo del tutto asintomatico. Nel restante 20% delle persone colpite si manifestano sintomi simil-influenzali lievi, come febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea ed eruzioni cutanee, che tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di pochi giorni. Tuttavia, in una piccola percentuale di soggetti, soprattutto anziani o individui fragili, il virus può causare complicanze neurologiche gravi come meningiti o encefaliti.
Non essendoci un vaccino ad uso umano o una terapia antivirale specifica per l’uomo, la prevenzione resta lo strumento fondamentale per limitarne la diffusione. Questa si basa principalmente sul controllo dei focolai larvali delle zanzare e sull’adozione di protezioni personali: l’uso di repellenti, l’installazione di zanzariere alle finestre e l’eliminazione dei ristagni d’acqua nei sottovasi. Monitorare il territorio e informare i cittadini permette di contenere efficacemente i rischi legati a questa infezione virale.
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