Malaria, scoperto un gene di protezione nel DNA dei Sardi
La malaria continua a causare ogni anno più di 600.000 vittime, concentrate soprattutto nelle regioni tropicali. Tuttavia, l’infezione non colpisce…
Una variante genetica è una modifica nella sequenza del DNA rispetto alla forma considerata standard. Il nostro genoma è un codice complesso composto da miliardi di basi azotate; basta la variazione di una singola lettera di questo codice per dare origine a una variante. Lungi dall’essere sempre un segnale negativo, le varianti sono la base della diversità umana, determinando caratteristiche uniche come il colore degli occhi, l’altezza o il gruppo sanguigno.
Nella maggior parte dei casi, queste variazioni sono del tutto innocue e non producono alcun effetto visibile. In altri contesti, tuttavia, possono influenzare il funzionamento delle proteine prodotte dall’organismo. Alcune varianti offrono vantaggi evolutivi o maggiore resistenza a determinate malattie, mentre altre possono aumentare la predisposizione a sviluppare patologie complesse, come quelle cardiovascolari o oncologiche, oppure causare direttamente malattie genetiche rare.
Oggi, grazie ai progressi del sequenziamento del DNA e della bioinformatica, l’analisi delle varianti genetiche è diventata uno strumento fondamentale per la medicina moderna. La genetica medica consente non solo di effettuare diagnosi precoci e accurate, ma anche di guidare la cosiddetta medicina di precisione. Identificare una specifica variante in un paziente permette infatti ai medici di personalizzare le terapie, scegliendo i farmaci più efficaci e riducendo gli effetti collaterali. Comprendere le varianti genetiche significa quindi aprire nuove strade per la prevenzione e la cura del futuro.
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Uno studio condotto da Andreas Fischer e dall’Associazione Helmholtz dei centri di ricerca tedeschi ha rivelato che la probabilità di…