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Iperplasia prostatica: i vantaggi della terapia con vapore acqueo

L’iperplasia prostatica benigna (IPB) colpisce un numero altissimo di uomini sopra i cinquant’anni, causando fastidiosi sintomi urinari. Tra le innovazioni terapeutiche più efficaci e meno invasive degli ultimi anni spicca il trattamento termico con vapore acqueo (tecnica Rezūm). Questa procedura mini-invasiva sfrutta l’energia termica naturale dell’acqua per risolvere l’ostruzione in modo rapido e sicuro.

Il trattamento si svolge per via transuretrale in regime ambulatoriale o di day-hospital. Attraverso un apposito dispositivo, vengono iniettate precise dosi di vapore acqueo direttamente nel tessuto prostatico in eccesso. A contatto con la temperatura corporea, il vapore si condensa, rilasciando calore che provoca la morte cellulare mirata del tessuto ostruttivo. Nel giro di poche settimane, il corpo riassorbe naturalmente il tessuto trattato, liberando il canale urinario e ripristinando il normale flusso.

I vantaggi principali di questa terapia includono la rapidità dell’intervento, che dura pochi minuti, e tempi di recupero estremamente brevi rispetto alla chirurgia tradizionale. L’aspetto più significativo per i pazienti è la preservazione della funzione sessuale ed erettile, con un rischio quasi nullo di eiaculazione retrograda. Grazie all’efficacia clinica e al basso tasso di complicanze, l’uso del vapore acqueo rappresenta oggi una frontiera d’eccellenza nell’approccio moderno all’iperplasia prostatica benigna.