Tumori: nel Meridione si perdono più anni di vita
Nelle regioni meridionali si perdono più anni di vita a causa dei tumori della mammella e al colon. I tassi…
Il tumore del colon-retto è una delle neoplasie più diffuse al mondo, ma anche una di quelle che possono essere prevenute con maggiore efficacia. Si sviluppa quasi sempre a partire dai polipi adenomatosi, lesioni benigni che si formano sulla mucosa intestinale e che, nell’arco di diversi anni, possono evolvere in forme maligne.
La prevenzione gioca un ruolo decisivo. Seguire uno stile di vita sano — caratterizzato da un’alimentazione ricca di fibre, una ridotta assunzione di carni rosse e lavorate, regolare attività fisica e l’eliminazione del fumo — riduce significativamente il rischio. Tuttavia, il vero punto di svolta è lo screening oncologico: l’esame del sangue occulto nelle feci e la colonscopia permettono di individuare e rimuovere i polipi prima che si trasformino in tumore, o di diagnosticare la malattia nelle sue fasi iniziali.
Nelle prime tappe il tumore del colon è spesso asintomatico. Con il progredire della patologia possono comparire segnali da non sottovalutare, come cambiamenti persistenti nelle abitudini intestinali, presenza di sangue nelle feci, dolori addominali, anemia e stanchezza ingiustificata o un improvviso calo di peso.
Oggi le opzioni terapeutiche — che includono la chirurgia mininvasiva, la chemioterapia, la radioterapia e le più recenti terapie a bersaglio molecolare e immunoterapie — offrono eccellenti tassi di guarigione, soprattutto quando la diagnosi è tempestiva. Informarsi, prestare attenzione ai segnali del proprio corpo e aderire ai programmi di screening sono le armi più potenti che abbiamo per tutelare la nostra salute.
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