Al Gemelli il primo caso in Italia di “trasposizione uterina”
Al Policlinico Universitario Gemelli è stato eseguito per la prima volta una trasposizione uterina seguita da un successivo riposizionamento dell’organo.…
La trasposizione uterina rappresenta una delle frontiere più innovative e rivoluzionarie della chirurgia ginecologica oncologica. Si tratta di una procedura chirurgica all’avanguardia ideata per preservare la fertilità e la funzione riproduttiva nelle giovani donne che devono sottoporsi a radioterapia nella zona pelvica, a causa di tumori come quelli del retto, dell’ano o sarcomi.
L’intervento, eseguito prevalentemente con tecniche mininvasive o robotiche, consiste nello staccare temporaneamente l’utero e le ovaie dalla loro sede naturale nel bacino e spostarli più in alto, ancorandoli alla parete addominale. In questo modo, gli organi riproduttivi vengono posizionati in sicurezza al di fuori del campo d’azione delle radiazioni ionizzanti, che altrimenti causerebbero danni irreversibili al tessuto uterino e follicolare, provocando una menopausa precoce e la perdita definitiva della capacità di portare a termine una gravidanza. Durante il periodo della radioterapia, la vascolarizzazione dell’organo viene rigorosamente mantenuta.
Una volta completati con successo i trattamenti oncologici e superata la fase critica della malattia, la paziente viene sottoposta a un secondo intervento chirurgico. In questa fase, l’utero e le ovaie vengono ricollocati nella loro corretta posizione anatomica nel bacino, rianastomosandoli (ricollegandoli) alla vagina. Questa tecnica straordinaria restituisce alle donne non solo la normale funzionalità mestruale, ma anche la concreta speranza e la prospettiva biologica di poter concepire e vivere la maternità dopo aver vinto la battaglia contro il cancro.
Al Policlinico Universitario Gemelli è stato eseguito per la prima volta una trasposizione uterina seguita da un successivo riposizionamento dell’organo.…