Sindrome di Werner: scoperto legame tra enzima e DNA
Uno studio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha permesso di conoscere meglio il ruolo svolto dall’enzima definito elicasi WRN.…
La sindrome di Werner è una rara malattia genetica autosomica recessiva, spesso definita la forma dell’adulto della progeria. Caratterizzata da un invecchiamento accelerato che si manifesta tipicamente a partire dalla pubertà o dai vent’anni, la condizione è causata da mutazioni del gene WRN, fondamentale per la riparazione del DNA e la stabilità del genoma.
I primi segnali includono l’arresto della crescita e l’assenza dello sviluppo puberale. Con il passare degli anni compaiono rapidamente i sintomi tipici della terza età: incanutimento e perdita dei capelli, pelle assottigliata e rugosa, voce fievole e cataratta bilaterale precoce. Inoltre, i pazienti sviluppano con decenni di anticipo complicanze metaboliche e cardiovascolari gravi, come il diabete di tipo 2, l’aterosclerosi e l’osteoporosi, oltre a un rischio elevato di neoplasie.
Attualmente non esiste una cura risolutiva per la sindrome di Werner. La gestione clinica si concentra sulla prevenzione e sul trattamento sintomatico dei singoli disturbi: controllo della glicemia, monitoraggio della salute cardiaca, chirurgia per la cataratta e diagnosi oncologica tempestiva. Un approccio multidisciplinare è essenziale per garantire la migliore qualità di vita possibile.
Lo studio di questa complessa patologia va oltre la sola assistenza ai pazienti. Analizzare i meccanismi molecolari del gene WRN offre agli scienziati preziose indicazioni per comprendere i processi biologici che regolano l’invecchiamento naturale dell’essere umano.
Uno studio coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha permesso di conoscere meglio il ruolo svolto dall’enzima definito elicasi WRN.…