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Poliposi nasale: cause, sintomi e opzioni di cura moderne

La poliposi nasale è una patologia cronica caratterizzata dalla formazione di escrescenze benigne e molli, chiamate polipi, sulla mucosa delle cavità nasali e dei seni paranasali. Queste formazioni, simili a piccoli acini d’uva, derivano da un’infiammazione prolungata spesso legata ad allergie, asma o patologie respiratorie sottostanti.

I sintomi più comuni includono congestione nasale persistente, riduzione o perdita dell’olfatto (anosmia), sensazione di pressione al volto e gocciolamento retronasale. La presenza dei polipi ostacola il normale flusso dell’aria e il drenaggio del muco, favorendo lo sviluppo di infezioni ricorrenti come le sinusiti e disturbi del sonno, tra cui le apnee notturne.

La diagnosi si avvale dell’endoscopia nasale e della tomografia computerizzata (TAC), utili per valutare la gravità dell’ostruzione. L’approccio terapeutico punta a ridurre l’infiammazione e le dimensioni dei polipi. Nelle fasi iniziali o moderate si ricorre all’uso di corticosteroidi topici o sistemici. Nei casi più complessi o recidivanti, l’intervento chirurgico endoscopico (FESS) permette di rimuovere le escrescenze e ripristinare la ventilazione.

Oggi, la ricerca ha aperto nuove prospettive grazie all’introduzione dei farmaci biologici. Questi trattamenti mirati agiscono sui meccanismi molecolari dell’infiammazione, offrendo una valida alternativa e riducendo significativamente le recidive. Se si riscontrano difficoltà respiratorie prolungate, è fondamentale rivolgersi a un otorinolaringoiatra per individuare il percorso terapeutico più adatto.