Iodio, è corsa alla pillola. Ma è solo psicosi per la guerra
Risaputo è che lo iodio è un elemento utile alla tiroide per sintetizzare gli ormoni della crescita e per il…
Le pillole di iodio, o compresse di ioduro di potassio, sono farmaci specifici che tornano periodicamente al centro del dibattito pubblico, soprattutto in contesti di emergenza nucleare. La loro funzione principale è legata alla protezione della tiroide, una ghiandola endocrina estremamente sensibile alle radiazioni. In caso di incidenti agli impianti nucleari, infatti, può verificarsi il rilascio nell’atmosfera di iodio radioattivo, che rischia di essere inalato o ingerito dalla popolazione.
Il meccanismo d’azione delle pillole di iodio si basa sul principio della saturazione. Assumendo iodio stabile (non radioattivo) nelle dosi e nei tempi corretti, la tiroide si “riempie” completamente, impedendo allo iodio radioattivo di essere assorbito e accumulato nei tessuti. Questa strategia di profilassi è fondamentale per prevenire l’insorgenza di patologie gravi, in particolare il carcinoma tiroideo, specialmente nei bambini, nei giovani e nelle donne in gravidanza, che risultano i soggetti più vulnerabili.
Tuttavia, le autorità sanitarie internazionali sottolineano costantemente che le pillole di iodio non sono una cura universale contro le radiazioni e non proteggono da altri elementi radioattivi come il cesio o lo stronzio. L’assunzione non deve mai essere preventiva o basata sul fai-da-te: un uso improprio può causare gravi effetti collaterali, tra cui disfunzioni tiroidee come l’ipertiroidismo. Le compresse vanno utilizzate esclusivamente su disposizione ufficiale delle autorità di protezione civile, all’interno di un piano di sicurezza integrato.
Risaputo è che lo iodio è un elemento utile alla tiroide per sintetizzare gli ormoni della crescita e per il…