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Melanoma uveale: diagnosi, sintomi e cure del tumore oculare

Il melanoma uveale è il tumore primario dell’occhio più frequente nell’adulto, sebbene rimanga una patologia rara. Origina dai melanociti presenti nell’uvea, la struttura vascolare dell’occhio composta da iride, corpo ciliare e coroide. A differenza del classico melanoma cutaneo, le sue cause non sono strettamente legate all’esposizione solare e presenta caratteristiche biologiche del tutto peculiari.

Nelle fasi iniziali la malattia è spesso asintomatica e viene scoperta casualmente durante una visita oculistica di routine. Con il progredire della lesione possono comparire disturbi visivi come visione offuscata, comparsa di lampi di luce (fotopsie), macchie scure nel campo visivo o una riduzione della vista. La diagnosi tempestiva tramite l’esame del fondo oculare e l’ecografia oculare è fondamentale per preservare la capacità visiva e prevenire complicanze.

Il trattamento del tumore primario punta a conservare l’occhio e la vista quando possibile. Le opzioni terapeutiche principali comprendono la radioterapia conservativa — come la brachiterapia oculare con placche radioattive o la protonterapia — e, nei casi più estesi, la chirurgia di asportazione (enucleazione).

Una delle caratteristiche più insidiose del melanoma uveale è la tendenza a sviluppare metastasi a distanza, specialmente al fegato, anche a distanza di anni dalla diagnosi iniziale. Per questo motivo, la ricerca scientifica sta compiendo grandi passi avanti nello sviluppo di trattamenti immunoterapici specifici e terapie a bersaglio molecolare, con l’obiettivo di migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti.