Linfoma di Hodgkin, una nuova terapia orale tutta italiana
UN NUOVO FARMACO SPERIMENTALE POTREBBE APRIRE UNA STRADA INEDITA NELLA CURA DEL LINFOMA DI HODGKIN RECIDIVATO O REFRATTARIO. AL CONGRESSO…
Il linfoma di Hodgkin è un tumore del sistema linfatico che si sviluppa quando i linfociti B, una tipologia di globuli bianchi fondamentali per le difese immunitarie, subiscono trasformazioni anomale e iniziano a moltiplicarsi in modo incontrollato. Questi linfociti alterati, noti come cellule di Reed-Sternberg, tendono ad accumularsi nei linfonodi, causandone l’ingrossamento indolore, specialmente a livello di collo, ascelle o inguine.
Oltre al gonfiore linfonodale, i sintomi più comuni includono febbre persistente, abbondante sudorazione notturna, perdita di peso involontaria e un prurito diffuso in tutto il corpo. La diagnosi precisa si ottiene tramite la biopsia del linfonodo interessato, affiancata da esami di imaging come la TAC o la PET per determinare lo stadio della malattia e pianificare la strategia terapeutica più adatta.
Grazie ai costanti progressi della ricerca medica, il linfoma di Hodgkin è oggi una delle neoplasie con i più alti tassi di guarigione, anche nelle fasi più avanzate. I trattamenti principali comprendono la radioterapia e la chemioterapia, spesso impiegate in combinazione. Negli ultimi anni si sono aggiunte opzioni innovative come l’immunoterapia e i farmaci a bersaglio molecolare, che permettono di colpire selettivamente le cellule tumorali riducendo gli effetti collaterali sui tessuti sani.
Un’individuazione tempestiva e un percorso di cura personalizzato consentono alla maggior parte dei pazienti di sconfiggere la patologia e riprendere una vita piena e attiva.
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