Alzheimer: il gene GRIN2C è una nuova causa della forma
Scoperto un nuovo gene, GRIN2C, coinvolto nell’insorgenza della malattia di Alzheimer. Pubblicata sulla rivista Alzheimer’s Research & Therapy, la scoperta…
Il gene GRIN2C codifica per la subunità GluN2C del recettore NMDA, un canale ionico attivato dal glutammato che svolge un ruolo cruciale nella trasmissione dei segnali eccitatori nel sistema nervoso centrale. Localizzato prevalentemente nel cervelletto, nel talamo e nel bulbo olfattivo, questo gene contribuisce a regolare la plasticità sinaptica, l’apprendimento e il corretto equilibrio tra eccitazione e inibizione nei circuiti cerebrali.
Recentemente, la ricerca genetica ha acceso i riflettori su GRIN2C a causa del suo forte legame con patologie neurodegenerative e disturbi dello sviluppo. Uno studio condotto su una coorte di pazienti ha identificato rare mutazioni dannose in questo gene come fattori scatenanti in alcune forme familiari della malattia di Alzheimer a esordio tardivo. Le varianti patogene alterano la funzionalità del recettore, innescando un fenomeno noto come eccitotossicità: l’eccessivo ingresso di ioni calcio danneggia irrimediabilmente i neuroni e accelera il declino cognitivo.
Al di fuori dell’Alzheimer, disfunzioni o alterazioni dell’espressione del gene GRIN2C sono state correlate a squilibri corticali, oscillazioni neuronali anomale e manifestazioni legate a disturbi dello spettro autistico e alla schizofrenia. Al contempo, evidenze scientifiche suggeriscono che una sua corretta sovraregolazione possa offrire effetti neuroprotettivi in caso di ischemia cerebrale. Comprendere a fondo i meccanismi molecolari di GRIN2C apre quindi la strada a terapie innovative e mirate, capaci di modulare i recettori del glutammato e proteggere il cervello dalla degenerazione cellulare.
Scoperto un nuovo gene, GRIN2C, coinvolto nell’insorgenza della malattia di Alzheimer. Pubblicata sulla rivista Alzheimer’s Research & Therapy, la scoperta…