Gengive e cuore: curarle riduce il rischio di aritmia
Uno studio pubblicato sul Journal of American Heart Association svela un legame inaspettato tra la salute delle gengive e la…
La fibrillazione atriale, nota anche con l’acronimo inglese AFib (Atrial Fibrillation), è una delle forme più comuni di aritmia cardiaca. Si verifica quando le camere superiori del cuore, gli atri, battono in modo caotico e irregolare, desincronizzandosi rispetto ai ventricoli. Questo altera il normale flusso sanguigno, aumentando il rischio di complicanze importanti come l’ictus e l’insufficienza cardiaca.
Molte persone convivono con la fibrillazione atriale senza manifestare disturbi evidenti. Quando presenti, i sintomi più frequenti includono:
Palpitazioni improvvise o sensazione di “cuore in gola”
Forte stanchezza e mancanza di fiato anche durante sforzi lievi
Capogiri, confusione o sensazione di svenimento
Dolore o senso di oppressione al torace
Le cause possono variare: dall’ipertensione arteriosa alle patologie coronariche, fino a problemi tiroidei, diabete o uno stile di vita caratterizzato da forte stress, abuso di alcol e caffeina.
Una diagnosi tempestiva è fondamentale per prevenire la formazione di coaguli di sangue. Il medico, dopo aver confermato l’aritmia tramite elettrocardiogramma (ECG), potrà indicare il percorso terapeutico più adatto. Le opzioni di cura comprendono l’uso di farmaci antiaritmici e anticoagulanti, la cardioversione oppure procedure più avanzate come l’ablazione transcatetere. Adottare uno stile di vita sano rimane comunque il primo passo per proteggere la salute del proprio cuore.
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