Scrittura nei piccoli: capire disgrafia e disortografia
La scrittura è una delle sfide che i piccoli affrontano quando iniziano a frequentare la scuola. Essa, infatti, richiede l’interazione…
La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che si manifesta con una significativa difficoltà nella componente motoria della scrittura. Non è legata a deficit intellettivi o a uno scarso impegno, ma riguarda l’abilità gestuale di riprodurre i segni grafici, rendendo la scrittura lenta, faticosa e spesso difficilmente leggibile.
Chi soffre di disgrafia incontra problemi nella gestione degli spazi sul foglio, nella dimensione e nella forma delle lettere, e nell’impugnatura della penna, che risulta spesso rigida o scorretta. Questo comporta un rapido affaticamento della mano, dolorabilità muscolare e una comprensibile frustrazione da parte dello studente, la cui intelligenza e capacità espressiva vengono ostacolate dall’atto pratico dello scrivere.
Una diagnosi precoce, effettuata da un’équipe specialistica, è fondamentale per pianificare interventi mirati. Logopedisti e neuropsicomotristi possono guidare il bambino attraverso esercizi di motricità fine e riabilitazione del gesto grafico, aiutandolo a recuperare fluidità e sicurezza.
A scuola, l’adozione di misure dispensative e strumenti compensativi — previsti dalla legge — gioca un ruolo decisivo. L’uso del computer o di registratori vocali, unitamente a tempi aggiuntivi per le verifiche, permette agli studenti di dimostrare il proprio valore senza l’ostacolo della scrittura manuale. Con il giusto supporto della famiglia e dei docenti, chi ha la disgrafia può affrontare con successo l’intero percorso di studi, valorizzando appieno il proprio potenziale.
La scrittura è una delle sfide che i piccoli affrontano quando iniziano a frequentare la scuola. Essa, infatti, richiede l’interazione…