Alzheimer: il gene GRIN2C è una nuova causa della forma
Scoperto un nuovo gene, GRIN2C, coinvolto nell’insorgenza della malattia di Alzheimer. Pubblicata sulla rivista Alzheimer’s Research & Therapy, la scoperta…
I deficit cognitivi rappresentano una condizione di declino o alterazione delle funzioni mentali superiori, come la memoria, l’attenzione, il linguaggio, il ragionamento e la percezione spaziale. Queste difficoltà non costituiscono una singola patologia, ma un insieme di sintomi che possono manifestarsi in diverse fasi della vita. Possono variare da forme lievi, che influenzano solo marginalmente le attività quotidiane, a condizioni severe e invalidanti che compromettono l’autonomia della persona.
Le cause all’origine dei disturbi cognitivi sono molteplici e di natura differente. Negli adulti e negli anziani, sono spesso associati a malattie neurodegenerative come l’Alzheimer o a patologie cerebrovascolari. Tuttavia, i deficit possono insorgere anche a causa di traumi cranici, infezioni del sistema nervoso, carenze nutrizionali prolungate o disturbi dello sviluppo sin dall’età pediatrica. Anche stress cronico, ansia e depressione possono temporaneamente simulare o amplificare queste difficoltà, riducendo la capacità di concentrazione.
Affrontare tempestivamente i deficit cognitivi è fondamentale. Una diagnosi precoce consente di individuare la causa sottostante e di intervenire con strategie mirate, che spaziano dalle terapie farmacologiche alla stimolazione cognitiva e alla riabilitazione neuropsicologica. Questi percorsi personalizzati mirano a rallentare la progressione del declino, ottimizzare le abilità residue e supportare il paziente e la sua famiglia, migliorando sensibilmente la qualità della vita quotidiana e preservando il più a lungo possibile l’indipendenza individuale.
Scoperto un nuovo gene, GRIN2C, coinvolto nell’insorgenza della malattia di Alzheimer. Pubblicata sulla rivista Alzheimer’s Research & Therapy, la scoperta…