Epilessia, individuate 26 aree del Dna coinvolte
Epilessia, una ricerca individua 29 geni che potrebbero concorrere all’epilessia: fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti. Passi…
Le crisi epilettiche sono manifestazioni cliniche causate da un’attività elettrica anomala e iper-sincrona di un gruppo di neuroni nel cervello. Sebbene vengano spesso associate alla diagnosi di epilessia, una singola crisi può verificarsi anche in risposta a fattori scatenanti temporanei, come febbri elevate nei bambini, traumi cranici, forti squilibri metabolici o astinenza da sostanze.
Dal punto di vista sintomatico, le crisi si dividono principalmente in focali e generalizzate. Le prime hanno origine in un’area localizzata del cervello e possono comportare alterazioni della sensibilità, movimenti involontari limitati o momenti di assenza. Le crisi generalizzate coinvolgono invece entrambi gli emisferi cerebrali fin dall’inizio, manifestandosi spesso con la classica forma tonico-clonica, caratterizzata da perdita di coscienza, irrigidimento muscolare e convulsioni.
Sapere come agire durante un evento è fondamentale per la sicurezza della persona. La prima regola è mantenere la calma, posizionare l’individuo su un fianco per facilitare la respirazione e proteggerne la testa da possibili urti. È importante evitare di trattenere i movimenti con la forza e non inserire mai oggetti o mani all’interno della bocca.
La diagnosi si avvale di strumenti come l’elettroencefalogramma (EEG) e la risonanza magnetica cerebrale. Oggi, la maggior parte dei pazienti riesce a controllare efficacemente gli episodi e a condurre una vita serena grazie a terapie farmacologiche mirate e a un corretto stile di vita.
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