Cheratiti periferiche: sfide e gestione per gli oculisti
Il corso AIMO (Associazione Italiana Medici Oculisti) all’interno del terzo Congresso nazionale SISO (Società Italiana di Scienze Oftalmologiche) si è…
La cheratite è un’infiammazione della cornea, la membrana trasparente che ricopre la parte anteriore dell’occhio. Questa condizione, se non trattata tempestivamente, può compromettere la vista e richiedere cure mediche immediate. Le sue cause possono essere di natura infettiva — dovute a batteri, virus, funghi o parassiti — oppure non infettiva, scatenate da traumi, secchezza oculare prolungata o corpi estranei.
Tra i fattori di rischio più comuni figura l’uso scorretto delle lenti a contatto, in particolare la scarsa igiene nella manutenzione o l’utilizzo prolungato anche durante il sonno. Riconoscere i sintomi delle cheratiti è fondamentale per evitare complicazioni: dolore oculare intenso, arrossamento, fotofobia (eccessiva sensibilità alla luce), lacrimazione abbondante, sensazione di sabbia nell’occhio e un calo visivo più o meno marcato.
In presenza di questi segnali, è indispensabile consultare subito un oculista. La diagnosi precisa permette di individuare la causa esatta dell’infiammazione e prescrivere la terapia più idonea, che può includere colliri antibiotici, antivirali, antifungini o antinfiammatori.
La prevenzione gioca un ruolo chiave: una corretta igiene delle mani prima di toccare gli occhi, la disinfezione adeguata delle lenti a contatto e la protezione oculare in ambienti a rischio riducono drasticamente le probabilità di sviluppare una cheratite, salvaguardando
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