Sclerosi multipla: da Milano nuova terapia non invasiva
Nel mondo sono oltre 2,8 milioni le persone colpite da sclerosi multipla (SM). Da un recente studio pilota condotto dall’Università…
La Brain Stimulation (stimolazione cerebrale) rappresenta una delle innovazioni più promettenti della medicina moderna per il trattamento di disturbi neurologici e psichiatrici. Attraverso l’applicazione di stimoli elettrici o magnetici, questa tecnologia è in grado di modulare l’attività dei circuiti neuronali, offrendo nuove speranze terapeutiche.
Esistono principalmente due approcci: la stimolazione non invasiva e quella invasiva. Tra le tecniche non invasive, la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) e la stimolazione elettrica a corrente continua (tDCS) sono le più diffuse. Utilizzate per trattare la depressione maggiore resistente ai farmaci, il dolore cronico e nel recupero post-ictus, queste metodiche agiscono dall’esterno senza richiedere interventi chirurgici, modificando l’eccitabilità corticale in modo sicuro.
Al contrario, la Deep Brain Stimulation (DBS) è una tecnica invasiva che prevede l’impianto chirurgico di microelettrodi in precise aree cerebrali profonde. Collegata a un neurostimolatore, la DBS invia impulsi costanti che regolarizzano i segnali anomali. È un trattamento consolidato ed efficace per il controllo dei sintomi motori del morbo di Parkinson, delle distonie e del tremore essenziale.
La ricerca sulla stimolazione cerebrale sta avanzando rapidamente, esplorando applicazioni per l’Alzheimer, le dipendenze e i disturbi ossessivo-compulsivi. L’obiettivo futuro è una medicina sempre più personalizzata, capace di mappare l’attività cerebrale del singolo paziente e adattare i parametri di stimolazione in tempo reale, migliorando la qualità della vita di milioni di persone.
Nel mondo sono oltre 2,8 milioni le persone colpite da sclerosi multipla (SM). Da un recente studio pilota condotto dall’Università…