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Botulismo infantile: sintomi, cause e prevenzione

Il botulismo infantile è una rara ma grave malattia paralitica che colpisce i lattanti, per lo più al di sotto dell’anno di vita. A differenza della forma adulta, causata dall’ingestione di tossine già formate negli alimenti, nei neonati la patologia deriva dall’ingestione delle spore del batterio Clostridium botulinum. Una volta penetrate nell’intestino, che a questa età non possiede ancora una flora batterica sufficientemente sviluppata per contrastarle, le spore germinano e rilasciano la tossina botulinica.

La fonte principale di contagio per via alimentare è il miele grezzo o non sterilizzato. Per questo motivo, pediatri e autorità sanitarie raccomandano tassativamente di non somministrare miele ai bambini sotto i 12 mesi. Le spore possono inoltre trovarsi nel suolo e nella polvere domestica.

I primi sintomi tendono a comparire gradualmente e includono stitichezza ostinata, inappetenza, pianto debole e una spiccata letargia. Con l’avanzare della malattia si manifesta una progressiva debolezza muscolare, nota come “ipotonia” o sindrome del bambino floppy: il neonato fatica a tenere dritta la testa, la suzione diventa inefficace e si nota una perdita d’espressività del volto. Negli stadi più avanzati, le paralisi flaccide possono coinvolgere i muscoli respiratori.

La diagnosi tempestiva è fondamentale per un trattamento efficace, che prevede il ricovero ospedaliero e la somministrazione di immunoglobuline specifiche (BIG-IV). Con le adeguate cure di supporto, la maggior parte dei lattanti si riprende completamente senza conseguenze a lungo termine.