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Afta epizootica: sintomi, trasmissione e prevenzione

L’afta epizootica è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce gli animali a unghia fessa, sia domestici che selvatici, come bovini, suini, ovini e caprini. Causata da un virus appartenente alla famiglia dei Picornaviridae, la patologia si manifesta principalmente con la comparsa di vescicole (afte) dolorose sulla mucosa orale, sulla lingua, sulle mammelle e nello spazio interdigitale degli zoccoli.

I sintomi clinici includono febbre elevata, abbondante salivazione, zoppia e un drastico calo nella produzione di latte. Sebbene la mortalità negli esemplari adulti sia generalmente bassa, l’infezione provoca un grave debilitamento fisico negli animali e una rapida perdita di peso. Nei giovani capi, invece, la forma acuta può causare miocardite fatale.

La trasmissione avviene con estrema facilità: la diffusione del patogeno può verificarsi per contatto diretto tra animali infetti, ma anche per via aerea a lunga distanza o tramite vettori passivi come veicoli, attrezzature agricole, indumenti degli operatori e prodotti di origine animale contaminati.

A causa dell’enorme impatto economico sui mercati zootecnici e sul commercio internazionale di carni e derivati, la gestione dell’afta epizootica richiede una sorveglianza epidemiologica costante. Le strategie di contrasto si basano sul monitoraggio veterinario, sul blocco delle movimentazioni del bestiame nelle zone a rischio e su rigorose misure di biosicurezza negli allevamenti, per prevenire focolai e tutelare l’intero comparto agroalimentare.