sigarette elettroniche

La Regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità — che comprende 53 Paesi tra Europa e Asia centrale — rischia di essere ancora nel 2030 l’area con i peggiori risultati al mondo nel controllo del consumo di tabacco.

Questa è la conclusione di dieci nuove schede informative pubblicate dall’OMS/Europa, basate sui dati del decimo rapporto globale sull’epidemia di tabacco. Il quadro che emerge è chiaro: le fondamenta normative esistono, ma i progressi si sono rallentati. E nel frattempo il mercato della nicotina si è trasformato profondamente, con nuovi prodotti e nuove strategie di marketing che le politiche attuali faticano a inseguire. “Abbiamo la responsabilità di cambiare rotta ora”, ha dichiarato Hans Henri P. Kluge, Direttore Regionale dell’OMS per l’Europa. Ogni anno, nella sola Regione europea, il tabacco causa oltre 1,1 milioni di morti per malattie non trasmissibili.

Cosa fa il tabacco al corpo: un danno su più fronti

Per comprendere l’urgenza di questi dati, è utile ricordare cosa provoca il consumo di tabacco sulla salute. Il fumo di sigaretta contiene oltre 7.000 sostanze chimiche, di cui almeno 70 cancerogene. È la principale causa prevenibile di cancro al polmone, ma è implicato anche in tumori alla bocca, alla gola, all’esofago, alla vescica e al pancreas. Aumenta significativamente il rischio di malattie cardiovascolari, ictus e infarto. Provoca broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una malattia polmonare progressiva e invalidante. Nelle donne in gravidanza, è associato a complicanze fetali gravi. La dipendenza da nicotina, il principio attivo del tabacco, è tra le più potenti conosciute. Si instaura rapidamente — spesso già in adolescenza — ed è molto difficile da interrompere senza supporto. È questo che rende la prevenzione precoce così strategica.

Tabacco in Europa: emergenza tra le donne europee

Uno dei dati più preoccupanti riguarda le donne. La Regione europea è l’unica area OMS destinata a non centrare l’obiettivo globale di una riduzione del 30% del consumo di tabacco femminile entro il 2025. I

l calo stimato nel periodo 2010-2025 si ferma al 12%, ben al di sotto del target. Le dimensioni del fenomeno sono rilevanti: oltre il 40% delle fumatrici adulte nel mondo — circa 62 milioni di donne — vive nella Regione europea. Non si tratta di una coincidenza: per decenni, l’industria del tabacco ha investito in campagne pubblicitarie mirate alle donne, associando il fumo a concetti come indipendenza, magrezza e modernità. Quelle strategie hanno lasciato un segno duraturo nelle abitudini di consumo, che le politiche di salute pubblica faticano ancora oggi a correggere.

Gli adolescenti e le sigarette elettroniche: una nuova dipendenza

Il dato più allarmante riguarda però le giovani generazioni. Le ragazze tra i 13 e i 15 anni della Regione europea registrano oggi la più alta prevalenza di consumo di tabacco al mondo nella loro fascia d’età. Circa 4 milioni di adolescenti tra i 13 e i 15 anni consumano prodotti del tabacco nella Regione. A questo si aggiunge l’emergenza delle sigarette elettroniche: nella fascia 13-15 anni, la prevalenza di utilizzo raggiunge il 14,3%, la più alta al mondo, con tassi quasi uguali tra ragazzi e ragazze.

Le sigarette elettroniche — spesso aromatizzate con gusti di frutta, dolciumi o menta — sono state a lungo presentate come uno strumento per smettere di fumare. In realtà, per molti adolescenti rappresentano il primo contatto con la nicotina. “Non è un caso”, ha dichiarato Kluge, “è il risultato di una strategia industriale deliberata che si rivolge ai giovani con prodotti aromatizzati e un marketing sofisticato sui social media.”

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Tabacco in Europa: le lacune nelle politiche

Le schede informative dell’OMS mostrano che, nonostante la maggior parte dei Paesi disponga di sistemi di monitoraggio e imponga avvertenze sanitarie sulle confezioni, l’attuazione delle altre misure è tutt’altro che uniforme.

Solo 18 Paesi su 53 hanno leggi antifumo estese a tutti gli spazi pubblici. Solo 12 coprono i costi dei servizi di disassuefazione e dispongono di linee telefoniche nazionali dedicate. Inoltre solo 13 hanno introdotto divieti totali sulla pubblicità e la promozione del tabacco. In 19 Paesi, le sigarette sono oggi più accessibili economicamente rispetto al 2014. La regolamentazione delle sigarette elettroniche e degli altri prodotti emergenti a base di nicotina rimane frammentata, con approcci molto diversi da Paese a Paese. Alcuni Stati, come Belgio, Danimarca e Paesi Bassi, stanno ottenendo risultati concreti vietando gli aromi e limitando la pubblicità. Ma sono ancora l’eccezione.

Tabacco in Europa: cosa chiedono gli esperti

L’OMS invita gli Stati membri ad accelerare su più fronti. Innanzitutto, colmare le lacune legislative esistenti, in linea con la Convenzione quadro sul controllo del tabacco. Poi, estendere i quadri normativi per includere i prodotti nuovi ed emergenti, prima che le tendenze attuali consolidino nuove generazioni di dipendenti dalla nicotina. “Decenni di progressi sono a rischio se le politiche non tengono il passo con un panorama della nicotina in rapida evoluzione”, ha avvertito Kristina Mauer-Stender, Consulente Regionale per il Controllo del Tabacco presso l’OMS/Europa. Il messaggio è semplice: gli strumenti che hanno funzionato contro la sigaretta tradizionale devono essere applicati con la stessa determinazione ai nuovi prodotti. Il tempo, in questo caso, non è dalla parte della salute pubblica.