salute mentale (Foto free di Gerd Altmann da Pixabay)

L’Asp (Azienda Sanitaria Provinciale) di Siracusa ha avviato una nuova strategia per la gestione della salute mentale e delle dipendenze patologiche, puntando su tecnologia avanzata e governance integrata sul territorio. L’iniziativa si inserisce nel quadro del Piano nazionale salute mentale 2025/2030, con l’obiettivo di superare interventi frammentati e promuovere percorsi di cura più coordinati.

Percorsi terapeutici individuali e budget di salute

Secondo Rosario Pavone, direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Asp, la strategia aziendale punta a costruire progetti terapeutici personalizzati, sostenuti dal cosiddetto budget di salute. Questo strumento consente di sviluppare interventi mirati per ogni paziente, con l’obiettivo non solo della cura clinica, ma anche del reinserimento sociale e lavorativo. La collaborazione con il terzo settore e con enti locali rappresenta un elemento centrale per il successo di questi percorsi multidisciplinari.

Rete provinciale contro le dipendenze

Accanto ai percorsi individuali, l’Asp di Siracusa ha rafforzato la Rete provinciale contro le dipendenze, coordinata da Ernesto De Bernardis. La rete integra attori pubblici e privati, permettendo interventi tempestivi nei casi di sofferenza psichica e abuso di sostanze, migliorando la continuità dell’assistenza sul territorio.

Potenziamento strutturale: il Centro di pronta accoglienza di Noto

Sul piano operativo, un ruolo chiave è affidato al nuovo Centro di pronta accoglienza dell’ospedale Trigona di Noto, con 12 posti letto destinati a pazienti in emergenza da sostanze come il crack. La struttura, gestita da Gaetano Mauceri, è progettata per permanenze brevi finalizzate alla stabilizzazione clinica. L’accesso avviene tramite segnalazione dei SerT del territorio, garantendo una presa in carico immediata e coordinata con i servizi locali.

Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso una salute mentale più integrata, tempestiva e centrata sul paziente, rafforzando sia le capacità cliniche sia i legami con il tessuto sociale e comunitario.

Fonte: Ansa