“Prima che la luce si spenga, ferma il glaucoma”. È questo il claim scelto dalla Fondazione IAPB Italia ETS – Sezione italiana dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – per la “Settimana mondiale del glaucoma” in programma dall’8 al 14 marzo 2026.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza dei controlli oculistici e della diagnosi precoce. Il glaucoma, infatti, rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo, ma se individuato in tempo può essere controllato e gestito con terapie adeguate.
La ricorrenza è stata istituita nel 2008 dalla World Glaucoma Association (WGA) e dalla World Glaucoma Patient Association (WGPA) per promuovere campagne di informazione e screening in numerosi Paesi.
Screening gratuiti e informazione in tutta Italia
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In occasione della Settimana mondiale del glaucoma, IAPB Italia ETS insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) ETS-APS promuove controlli e attività di informazione sul territorio.
Sono previste iniziative e visite oculistiche gratuite in circa 80 città italiane, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini alla prevenzione e far conoscere i rischi legati alla patologia. L’elenco completo delle località coinvolte è disponibile sul sito dedicato alla campagna.
Parallelamente prosegue durante tutto l’anno il servizio gratuito di consultazione oculistica telefonica attivo al numero verde 800-068506, disponibile dal lunedì al venerdì dalle ore 10 alle 13.
Cos’è il glaucoma e perché è pericoloso
Il glaucoma comprende un gruppo di patologie caratterizzate da un danno progressivo al nervo ottico, la struttura che trasmette le informazioni visive dall’occhio al cervello. Quando il nervo ottico subisce un deterioramento, la perdita della vista che ne deriva non può essere recuperata.
Il principale fattore di rischio è l’aumento della pressione intraoculare. Tuttavia la malattia è considerata multifattoriale: può comparire anche con valori di pressione oculare apparentemente normali e dipendere da vari elementi, tra cui predisposizione genetica, fattori vascolari ed età.
Uno degli aspetti più critici del glaucoma è la sua evoluzione silente. Nelle fasi iniziali, infatti, la patologia non provoca sintomi evidenti. La perdita della vista tende a interessare inizialmente la periferia del campo visivo, un cambiamento che spesso il paziente non percepisce. Per questo motivo i disturbi diventano evidenti solo quando la malattia è già in stadio avanzato.
I numeri del glaucoma
A livello globale si stima che oltre 80 milioni di persone convivano con il glaucoma e il numero è destinato ad aumentare nei prossimi anni, anche a causa dell’invecchiamento della popolazione.
In Italia si parla di circa un milione di pazienti, ma almeno la metà non sa di avere la malattia.
Proprio per questa ragione gli specialisti sottolineano l’importanza di controlli periodici. In assenza di particolari fattori di rischio, una prima valutazione specifica per il glaucoma è consigliata intorno ai 40 anni.
Lo screening dovrebbe invece essere anticipato in presenza di condizioni che aumentano la probabilità di sviluppare la malattia, tra cui familiarità per glaucoma, pressione oculare elevata e una miopia medio-alta. Altre condizioni sono malattie come diabete e ipertensione. Oltre all’ uso prolungato di farmaci cortisonici. Avere un’origine africana o latinoamericana è un ulteriore fattore di rischio.
Prevenzione e diagnosi precoce: il ruolo delle visite oculistiche
Secondo gli esperti, la diagnosi precoce resta lo strumento più efficace per limitare i danni provocati dal glaucoma.
Come spiegato da Mario Barbuto, presidente della Fondazione IAPB Italia e UICI,
“Il glaucoma nelle prime fasi è asintomatica e insidiosa poiché la vista persa non può più essere recuperata. Pertanto, non va aspettata ma anticipata con visite oculistiche regolari. Per questo portiamo la prevenzione nelle piazze, tra la gente, coinvolgiamo mass media e comunicazione sociale per rendere i cittadini agenti attivi della propria salute, affinché nessuno possa perdere la vista per cause evitabili. Quest’anno grazie al sostegno dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti riusciamo a garantire una maggiore incisività alle iniziative e a coinvolgere un maggior numero di stakeholder, con l’unico obiettivo di tutelare realmente il bene prezioso della vista”.
Come partecipare alla Settimana del glaucoma
Durante la Settimana mondiale del glaucoma i cittadini possono partecipare agli eventi informativi organizzati sul territorio e sottoporsi a controlli oculistici gratuiti nelle città aderenti. Oltre a ricevere informazioni e consigli sulla prevenzione.
L’iniziativa rappresenta un’occasione concreta per ricordare quanto la salute degli occhi dipenda anche dalla diagnosi precoce e dalla consapevolezza dei rischi.
La testimonianza di Giovanna
Ho sofferto di miopia fin dalle scuole elementari. La mia vista non è mai stata perfetta, non ho mai raggiunto i 10/10, ma ero una donna indipendente: guidavo, lavoravo, facevo tutto.
Sembrava andare tutto bene. Ho un figlio di 35 anni e da tre settimane sono nonna di una bambina che non ho mai visto. La cosa più dolorosa, in questi giorni, è stata prendere consapevolezza del fatto che devo ricordare il volto di mio figlio, ma non potrò più vederlo. E non poter conoscere il volto di mia nipote è qualcosa che mi ha profondamente inquietata. Ho dovuto fare un percorso prima della sua nascita. Nella mia vita le cose me le sono sempre dovute conquistare.
Quando avevo 45 anni, ho iniziato ad accorgermi di una nebbia davanti agli occhi. Una nebbia che diventava sempre più fitta. La vista peggiorava al punto da non permettermi più di guidare in sicurezza. Una sera non so nemmeno come sono arrivata a un passaggio a livello: vedevo solo nebbia. Ho acceso le quattro frecce, sono scesa dall’auto e ho iniziato a chiedere aiuto. Alcune persone mi hanno soccorsa perché mi hanno visto agitata. Ho detto loro che non vedevo più nulla.
La diagnosi è stata immediata: glaucoma acuto, pressione oculare a 50, con segni emorragici a carico del nervo ottico.
Mi hanno operata tre volte. È stato durissimo. Il primo vero impatto è stato quando sono uscita dall’ospedale. Non vedevo più nulla: occhio sinistro buio totale, occhio destro solo percezione di luci e ombre. Una percezione che non consente autonomia: se cammino per strada non capisco quando arrivano le macchine, se non dal rumore.
Quando una persona perde la vista è come se perdesse anche le gambe. Perdi l’indipendenza. Puoi riacquistare spazi di autonomia, ma è un percorso soggettivo e difficilissimo, soprattutto se non hai sostegno. Io ho sempre amato profondamente la mia vita.
Quando il glaucoma mi ha colpita mi sono detta: “Hai voluto sfidarmi? Io non mi fermo”. Sono tornata a casa e ho fatto qualcosa che ancora oggi mi sorprende: ho fatto finta di nulla. Mi sono rimessa ai fornelli, ho imparato di nuovo ad accenderli, ho ricostruito ogni gesto della mia vita precedente.
Credo di aver avuto un privilegio: vivere due vite. La prima, influenzata da ciò che vedevo. La seconda, in cui colgo l’essenza delle persone, perché non sono più condizionata dall’apparenza. La vista è un bene preziosissimo, ma può anche condizionare il giudizio. Oggi io abbraccio le persone. Ho scoperto la “terapia dell’abbraccio”: dentro un abbraccio c’è tutta la bellezza dei rapporti umani.
Ho ripreso a fare tutto ciò che facevo prima. Certo, con qualche incidente. Ma non mi sono arresa. Rifaccio il letto, stiro. Quando mi chiedono “Come fai a stirare?” rispondo: “Come fanno tutti, con le mani”.
L’impatto con l’esterno, però, è stato duro. Ti aspetti solidarietà. Io ho percepito molto silenzio. Come se non servissi più a nulla. Come se non avessi più diritto di truccarmi o curarmi.
Io continuo a guardarmi allo specchio. Anche se non mi vedo, lo specchio mi dà sicurezza. È il mio modo per dire che voglio essere una donna come tutte le altre.
Il glaucoma è un ladro. Quando arriva, spesso non lascia scampo.
Ti cambia la vita. Ma la vita vale la pena di essere vissuta: Il sole non lo vedo, ma lo sento. Il mare non lo vedo più, ma ne ascolto il suono. Ogni onda ha una frequenza diversa. Tutto ciò che prima era scontato perché lo vedevi, oggi lo percepisci con altri sensi: odori, suoni, consistenze. È una questione di testa.
La vita è uno stato mentale, la disabilità è negli occhi di chi guarda
Non è semplice perdere la vista. Ma se impariamo a valorizzare ciò che resta, possiamo trasformare il dolore in evoluzione.
Oggi la mia missione è la prevenzione. Non voglio che accada ad altri ciò che è accaduto a me. Non tutti hanno la stessa forza. Durante una campagna di screening, una donna misurò quasi per caso la pressione oculare: era altissima. L’abbiamo intercettata in tempo. Oggi è in terapia. Abbiamo salvato una persona. La prevenzione è un’arma potente. Il glaucoma è una malattia eredo-familiare. Arrivare presto fa la differenza.
