L’oncologia medica compie cinquant’anni e celebra una delle trasformazioni più profonde della medicina moderna. In mezzo secolo il trattamento dei tumori è passato quasi esclusivamente dalla chirurgia all’uso di farmaci sempre più mirati e sofisticati. Oggi i medici dispongono di oltre 300 molecole antitumorali, tra chemioterapici, terapie ormonali, farmaci a bersaglio molecolare e immunoterapie.
Per celebrare questo traguardo il Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri ha promosso un francobollo commemorativo dedicato all’oncologia medica e a uno dei suoi protagonisti: Gianni Bonadonna, lo scienziato che negli anni Settanta cambiò radicalmente l’approccio terapeutico al cancro.
Oncologia medica: dalla chirurgia alla terapia farmacologica
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Per gran parte del Novecento i medici affrontavano i tumori quasi esclusivamente con il bisturi. I chirurghi cercavano di rimuovere completamente la massa tumorale, convinti che l’eliminazione del tumore visibile potesse risolvere la malattia.
Tuttavia molti pazienti sviluppavano recidive anche dopo interventi apparentemente riusciti. Con il tempo i ricercatori compresero che il tumore non è soltanto una malattia locale ma spesso una patologia sistemica. Le cellule tumorali possono diffondersi nel corpo molto prima che i medici individuino il tumore primario.
Proprio questa consapevolezza aprì la strada all’oncologia medica, una disciplina che utilizza farmaci per colpire le cellule tumorali presenti nell’intero organismo.
Oncologia medica: le origini della chemioterapia moderna
L’idea di utilizzare sostanze chimiche contro il cancro nacque durante la Seconda guerra mondiale. Dopo l’esposizione accidentale a gas mostarda, i medici osservarono un drastico calo dei globuli bianchi nei sopravvissuti.
I ricercatori americani Louis Goodman e Alfred Gilman ipotizzarono che quella sostanza potesse distruggere anche le cellule tumorali del sangue. Svilupparono così la mostarda azotata, il primo agente chemioterapico della storia.
Quell’esperimento segnò l’inizio della chemioterapia moderna. Tuttavia per molti anni i medici considerarono questi farmaci come un supporto limitato e non come una vera alternativa alla chirurgia.
Oncologia medica: il ruolo decisivo di Gianni Bonadonna
Negli anni Settanta l’oncologo italiano Gianni Bonadonna cambiò definitivamente questo paradigma. Dopo un periodo di formazione negli Stati Uniti, Bonadonna tornò all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e avviò una serie di studi pionieristici sul tumore al seno.
Nel 1976 pubblicò sul New England Journal of Medicine uno studio destinato a diventare un punto di svolta nella storia dell’oncologia. Bonadonna dimostrò che una combinazione di tre farmaci – ciclofosfamide, metotrexato e fluorouracile – somministrata dopo l’intervento chirurgico riduceva drasticamente il rischio di recidiva.
Questo protocollo, noto come schema CMF, introdusse il concetto di terapia adiuvante. In altre parole, i medici non si limitavano più a rimuovere il tumore visibile ma utilizzavano farmaci per eliminare eventuali cellule tumorali residue.
Grazie a questo approccio milioni di donne affette da tumore al seno hanno potuto beneficiare di maggiori probabilità di guarigione.
L’evoluzione dell’oncologia negli ultimi decenni
Negli ultimi cinquant’anni l’oncologia ha compiuto progressi straordinari. All’inizio i medici disponevano di pochi farmaci chemioterapici e spesso dovevano affrontare effetti collaterali importanti.
Con il tempo la ricerca ha sviluppato terapie sempre più precise. Oggi i trattamenti oncologici includono diverse categorie di farmaci che agiscono con meccanismi differenti.
La chemioterapia tradizionale continua a essere utilizzata, ma i medici impiegano anche terapie ormonali per tumori sensibili agli ormoni, come il tumore della mammella o della prostata.
Inoltre negli ultimi vent’anni sono arrivati i farmaci a bersaglio molecolare. Queste terapie colpiscono specifiche alterazioni genetiche presenti nelle cellule tumorali, riducendo l’impatto sui tessuti sani.
L’immunoterapia: una nuova rivoluzione terapeutica
Una delle innovazioni più importanti dell’oncologia contemporanea riguarda l’immunoterapia. Questa strategia non attacca direttamente il tumore ma stimola il sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere le cellule cancerose.
Farmaci come gli anticorpi anti-PD-1 e anti-PD-L1 hanno già cambiato la prognosi di diversi tumori, tra cui melanoma, tumore del polmone e carcinoma renale.
In alcuni casi i pazienti che prima avevano aspettative di vita limitate riescono oggi a controllare la malattia per molti anni.
La medicina di precisione e l’oncologia del futuro
L’oncologia continua a evolversi rapidamente grazie alla genomica e alla medicina di precisione. Oggi i medici analizzano il profilo genetico dei tumori per scegliere la terapia più efficace per ogni paziente.
Questo approccio permette di personalizzare i trattamenti e di evitare farmaci inutili o inefficaci.
Parallelamente la ricerca esplora nuove strategie terapeutiche, tra cui terapie cellulari come le CAR-T, vaccini antitumorali personalizzati e farmaci basati sull’intelligenza artificiale.
Cinquant’anni di progresso che hanno cambiato la vita dei pazienti
In mezzo secolo l’oncologia ha trasformato radicalmente il modo di affrontare il cancro. Negli anni Settanta molte diagnosi tumorali comportavano prognosi molto sfavorevoli.
Oggi, invece, la sopravvivenza per numerosi tumori è aumentata in modo significativo grazie alla combinazione di chirurgia, radioterapia e farmaci innovativi.
Il francobollo commemorativo promosso dal Cipomo ricorda non solo la figura di Gianni Bonadonna ma anche il percorso scientifico che ha permesso di trasformare il cancro da malattia spesso incurabile a patologia sempre più trattabile.
E mentre la ricerca continua a sviluppare nuove molecole e nuove strategie terapeutiche, l’oncologia resta uno dei campi della medicina che più rapidamente evolve, con l’obiettivo di rendere sempre più concreto ciò che un tempo sembrava impossibile: guarire dal cancro.
