L’oncologia medica compie 50 anni
L’oncologia medica compie cinquant’anni e celebra una delle trasformazioni più profonde della medicina moderna. In mezzo secolo il trattamento dei…
Gianni Bonadonna è stato un pilastro della medicina mondiale. Unanimemente riconosciuto come il padre fondatore dell’oncologia medica in Italia. Sotto la sua guida, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è diventato un centro di eccellenza internazionale, rivoluzionando l’approccio terapeutico nella lotta contro il cancro.
Prima delle sue intuizioni, la chirurgia e la radioterapia erano le uniche armi considerate efficaci. Bonadonna ha scardinato questo paradigma introducendo la chemioterapia combinata. Negli anni Settanta, ha sviluppato lo storico protocollo CMF per il carcinoma mammario, dimostrando per la prima volta l’efficacia della chemioterapia adiuvante (somministrata dopo l’intervento chirurgico) nel ridurre drasticamente le recidive e migliorare la sopravvivenza delle pazienti. Poco prima, aveva già segnato una svolta fondamentale ideando lo schema ABVD, una combinazione di farmaci che ha trasformato il linfoma di Hodgkin da malattia letale a patologia altamente guaribile.
Il suo impatto, tuttavia, ha superato i confini dei laboratori e delle corsie d’ospedale. Bonadonna ha promosso con vigore la nascita della figura del medico oncologo, promuovendo una visione multidisciplinare del paziente in cui la terapia medica, la chirurgia e il supporto psicologico collaborano in sinergia. Scienziato rigoroso, mentore di generazioni di medici e divulgatore appassionato, ha trasformato la percezione del cancro, infondendo speranza grazie alla ricerca clinica. La sua eredità continua a vivere oggi in ogni protocollo terapeutico moderno e nei successi della moderna oncologia.
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