Una decisione giudiziaria di grande rilievo rafforza la tutela delle persone colpite dall’amianto e dei loro familiari. L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e Osservatorio vittime del lavoro ed equiparati vittime del dovere hanno ottenuto un risultato decisivo in una lunga battaglia legale, come raccontato dal presidente Avv. Ezio Bonanni in un’intervista al giornalista Luigi Abbate. Al centro, una sentenza che segna un punto fermo nella difesa della salute dei lavoratori esposti.
Una vicenda simbolo della lotta contro l’amianto
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Il caso riguarda una dipendente civile che ha prestato servizio presso l’ospedale militare di Anzio. La donna si è ammalata di mesotelioma, una forma tumorale strettamente collegata all’esposizione prolungata all’amianto presente negli ambienti di lavoro. Dopo anni di contenzioso, la magistratura ha accertato le responsabilità, riconoscendo il nesso tra la patologia e le condizioni in cui la lavoratrice operava
La vittima, purtroppo, non ha potuto vedere la conclusione del procedimento giudiziario.
Un percorso giudiziario durato oltre quindici anni
L’azione legale, avviata nel 2009, ha attraversato tutti i livelli di giudizio. Il procedimento si è concluso con la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha confermato la condanna del ministero della Difesa. La sentenza non si limita al risarcimento del danno, ma impone anche la bonifica del luogo di lavoro dove l’amianto era stato utilizzato.
Il riconoscimento del dolore dei familiari
L’impegno dell’ONA non si è fermato alla tutela della lavoratrice ammalatosi di mesotelioma. Promossa un’azione autonoma per il riconoscimento del danno subito dai familiari, il cosiddetto danno iure proprio. Il Tribunale di Roma ha accolto la richiesta, riconoscendo il risarcimento integrale del danno da lutto in favore della madre, della sorella e dei due nipoti della vittima.
L’importo complessivo riconosciuto si aggira intorno ai 950.000 euro, con una quota significativa destinata anche ai nipoti, compresi i minori. Un ristoro economico importante, che tuttavia non può colmare l’assenza e la sofferenza lasciate dalla perdita.
Un precedente che spinge alla messa in sicurezza dall’amianto
Secondo l’avvocato Bonanni “questa decisione assume un valore che va oltre il singolo caso:“questa sentenza rappresenta un deterrente fondamentale. Essa impone al ministero della Difesa e all’Esercito di procedere con maggiore decisione alla bonifica di tutti i siti contaminati, compresi gli ospedali militari dove l’amianto è stato utilizzato in passato.”
Il messaggio è chiaro: le istituzioni sono chiamate a intervenire con maggiore determinazione per eliminare definitivamente l’amianto dai siti militari ancora contaminati.
ONA, tra tutela e prevenzione
Il lavoro dell’Osservatorio Nazionale Amianto è l’esempio di come l’azione giudiziaria possa avere un duplice effetto. Da un lato offre giustizia e risarcimento alle vittime e ai loro familiari, dall’altro contribuisce a prevenire nuove esposizioni e nuovi casi di mesotelioma. Una battaglia lunga e complessa, ma indispensabile, che riafferma un principio fondamentale: la protezione della salute deve prevalere su ogni altra considerazione.
