Un NO deciso da parte dell‘Ona – Osservatorio Nazionale Amianto dal suo presidente Avv. Ezio Bonanni in merito al referendum costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati in Italia.
“La magistratura deve restare indipendente, presidio essenziale dello Stato di diritto e garanzia per tutti i cittadini. La proposta di separazione delle carriere dei magistrati, così come prospettata nel referendum, rischia di compromettere l’equilibrio del sistema giudiziario. È necessario invece rafforzare l’autonomia e l’imparzialità della giurisdizione, non introdurre riforme che possano indebolire le tutele dei diritti”. Ha affermato Bonanni rendendo pubblica la nota del Dott. Fabio Massimo Gallo, magistrato in quiescenza, già presidente F.F. della Corte di Appello di Roma.
Il referendum costituzionale del 22 e del 23 marzo decreterà o meno l’entrata in vigore della riforma.
Abbiamo quindi intervistato Fabio Massimo Gallo sulle ragioni del NO evidenziate nella nota che vi invitiamo a visionare nella sua interezza in questo link.
“La mia opinione non deriva da una posizione politica ma si basa unicamente su considerazioni di carattere tecnico, condivisibili o non che siano.” – apre nella nota.
Riguardo la separazione delle carriere
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Nella nota di Gallo leggiamo: il cuore della riforma è senza dubbio la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti, con conseguente sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura. Ciò servirebbe per rendere effettivo il principio della terzietà del giudice, principio oggi indebolito dall’appartenenza di PM e giudicanti al medesimo ordine.
Gallo riporta un esempio consistente e smonta il temuto allineamento di pensiero tra pm e giudici che non trova conferma nella realtà giudiziaria di ogni giorno. “Basti pensare all’assoluzione – ineccepibile – del ministro Salvini per la vicenda Open Arms.”
Ed afferma che anche il Prof. Avv. Franco Coppi si è dichiarato contrario alla riforma perché, “pur avendo riscontrato più volte errori anche gravi da parte dei giudici, non ha mai ritenuto che tali errori dipendessero dall’appartenenza al medesimo ordine dei pubblici ministeri.”
I pericoli di un corpus autonomo di pubblici ministeri con un proprio CSM
Sempre secondo Gallo un corpus autonomo di pubblici ministeri. Con un proprio Consiglio Superiore della Magistratura, formato quanto a togati da soli Pubblici Ministeri. “Rischia di essere più pericoloso perché autoreferenziale e aggressivo, e privo di quell’arricchimento professionale che l’interscambio di esperienze comporta.”
Per questo Gallo ritiene ancora che “la separazione sia solo il primo passo verso qualche forma di assoggettamento della magistratura inquirente al Ministro della giustizia, ad esempio richiedendosi l’autorizzazione ministeriale per procedere per determinati reati.”
Il segretario di Forza Italia, ha già ipotizzato la sottrazione della Polizia Giudiziaria dalle dipendenze dirette del pm. “Ciò porterebbe ad avere un pm superpoliziotto, privato però della possibilità di disporre indagini senza il benevolo contributo del Ministro dell’interno.”
La smentita attraverso dati ufficiali
Gallo continua affermando che i dati ufficiali dimostrano che nei Paesi ove vige la separazione delle carriere il tasso di errore è in realtà superiore al nostro.
Che ogni Paese ha una sua storia giudiziaria ed un tasso di criminalità differente e che il carico di lavoro gravante su ciascun magistrato italiano è nettamente superiore al resto d’Europa.
Il sistema del sorteggio rappresenta oggettivamente un’autentica offesa all’intero ordine giudiziario perché “ai magistrati viene detto, in sostanza, che non sono degni di scegliere i loro rappresentanti in seno al CSM, organo di governo autonomo (non di autogoverno, perché non è formato di soli magistrati).”
Dimenticando peraltro che la magistratura è comunque depositaria del terzo potere dello Stato, ossia quello giudiziario accanto e non alle dipendenze degli altri poteri costituzionali.
Proprio per questo motivo i Padri Costituenti hanno ritenuto necessario istituire un organo di governo autonomo, su base elettiva da parte della magistratura nella sua interezza.
Inoltre smonta – sulla base di dati provenienti dalla Commissione Europea per la Giustizia – la convinzione errata secondo la quale la lentezza della giustizia in Italia dipende prevalentemente dalla scarsa operosità dei magistrati, determinata soprattutto dai carichi di lavoro e dalla carenza di strutture.
Il numero più elevato di caduti tra giudici e PM
Conclude con un toccante passaggio dove afferma che “la magistratura italiana, tra tutti i paesi occidentali, è quella che ha lasciato sul campo il più elevato numero di Caduti, tra giudici e PM. E’ la stessa che ha retto affiancata dalle Forze dell’ordine e sostenuta da tutta la società civile) alle spallate eversive di destra e di sinistra, ed ha inferto colpi devastanti ancorché non decisivi alla criminalità comune ed organizzata.”
Qui di seguito il testo integrale:
