IL DECRETO MILLEPROROGHE 2026 CONFERMA MISURE STRAORDINARIE PER IL PERSONALE SANITARIO: RINVIATA AL 2027–2028 LA RIFORMA DELLA NON AUTOSUFFICIENZA E PROROGATI SCUDO PENALE, REGOLE CONCORSUALI AGEVOLATE E INCARICHI A SPECIALIZZANDI.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 200 del 31 dicembre 2025, il decreto Milleproroghe ridisegna ancora una volta il perimetro temporale di alcune delle principali riforme sanitarie in corso. Il provvedimento, come negli anni precedenti, si muove lungo un doppio binario: da un lato consolida misure emergenziali pensate per tamponare la carenza di personale; dall’altro rinvia interventi strutturali complessi, a partire dalla riforma della non autosufficienza.
Il messaggio che emerge è chiaro. Il sistema sanitario nazionale continua a reggersi su proroghe che garantiscono continuità operativa, ma che al tempo stesso segnalano difficoltà nel passaggio a un assetto stabile e pienamente riformato.
Milleproroghe 2026: non autosufficienza, la riforma slitta ancora
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Il rinvio più rilevante riguarda il sistema nazionale di valutazione della non autosufficienza, uno dei pilastri della riforma prevista dal decreto legislativo 29/2024. I tempi vengono allungati in modo significativo.
Il decreto ministeriale che dovrà definire criteri, priorità di accesso ai Punti Unici di Accesso (PUA), funzionamento delle Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) e strumenti di valutazione multidimensionale unificata non dovrà più essere adottato entro 18 mesi, ma entro 30 mesi. Anche la fase sperimentale subisce un rinvio: partirà dal 1° gennaio 2027 e non più nel 2026, mentre l’estensione su tutto il territorio nazionale è fissata al 1° gennaio 2028.
Si tratta di uno slittamento che pesa soprattutto sulle persone non autosufficienti e sulle famiglie, che continuano a muoversi in un sistema frammentato, con forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi.
Milleproroghe 2026: scudo penale e personale sanitario
Il decreto conferma fino al 31 dicembre 2026 lo scudo penale per gli esercenti le professioni sanitarie, limitando la responsabilità penale ai soli casi di colpa grave in situazioni di grave carenza di personale. Una misura introdotta durante la pandemia e diventata ormai strutturale nella gestione dell’emergenza organizzativa.
Accanto allo scudo penale, vengono prorogate numerose disposizioni che facilitano il reclutamento e la permanenza in servizio del personale sanitario. Restano in vigore le regole agevolate per i concorsi di dirigenti chimici e medici dell’emergenza-urgenza, così come la possibilità di impiegare medici specializzandi e laureati in medicina con incarichi autonomi o a tempo determinato.
Il decreto estende inoltre fino al 2026 la sospensione delle incompatibilità per infermieri, ostetriche, professionisti della riabilitazione, tecnici sanitari e della prevenzione, consentendo una maggiore flessibilità lavorativa in un contesto ancora segnato da carenze di organico.
Milleproroghe 2026: emergenza-urgenza e direzioni sanitarie
Particolare attenzione viene riservata ai servizi di emergenza-urgenza, da anni sotto pressione. I medici che abbiano maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativo, nei pronto soccorso tra il 2013 e il 2024 potranno continuare a partecipare ai concorsi per la dirigenza medica anche nel 2026.
Resta inoltre in vigore la possibilità, per il personale vicino alla pensione, di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale, nel tentativo di trattenere competenze preziose all’interno del sistema.
Sul fronte della governance, viene prorogato fino al 31 dicembre 2026 il limite anagrafico di 68 anni per l’accesso agli elenchi nazionali e regionali dei direttori generali, sanitari e amministrativi delle aziende sanitarie. Una scelta che punta alla continuità gestionale, ma che riapre il dibattito sul ricambio generazionale nella dirigenza del Servizio sanitario nazionale.
Ricerca e sperimentazione animale: cambiano i divieti
Tra le misure meno discusse ma potenzialmente rilevanti, il decreto interviene anche sulla normativa che disciplina l’uso del modello animale nella ricerca. Viene abrogato il divieto relativo alle ricerche sugli xenotrapianti e sulle sostanze d’abuso, mentre dal 1° gennaio 2026 sarà possibile riutilizzare un animale già impiegato in precedenti procedure solo se queste sono classificate come “lievi” o “non risveglio”.
Una modifica che avrà un impatto diretto sulla ricerca biomedica, riaprendo spazi di sperimentazione precedentemente bloccati.
Le principali proroghe in sanità
| Ambito | Cosa cambia | Nuova scadenza |
|---|---|---|
| Non autosufficienza | Avvio valutazione multidimensionale | 2027–2028 |
| Scudo penale | Responsabilità limitata alla colpa grave | 31 dicembre 2026 |
| Emergenza-urgenza | Requisiti concorsuali agevolati | 31 dicembre 2026 |
| Specializzandi | Incarichi autonomi e TD | 31 dicembre 2026 |
| Direttori ASL | Limite di età a 68 anni | 31 dicembre 2026 |
| Professioni sanitarie | Sospensione incompatibilità | 31 dicembre 2026 |
Milleproroghe 2026: un sistema che non si riforma
Il quadro che emerge dal Milleproroghe 2026 è quello di una sanità che continua a funzionare grazie a misure eccezionali divenute ordinarie. Le proroghe garantiscono continuità ai servizi e tutelano il personale in un contesto complesso, ma allo stesso tempo rinviano scelte strutturali che richiederebbero investimenti, programmazione e riforme profonde.
Come ha ricordato più volte il Ministero della Salute, il decreto non è uno strumento di riforma, ma di gestione dell’urgenza. Il rischio, però, è che l’urgenza diventi la normalità.
DOMANDE FREQUENTI (FAQ)
Cos’è il decreto Milleproroghe?
È un provvedimento annuale che rinvia scadenze legislative imminenti per evitare vuoti normativi o blocchi operativi.
Lo scudo penale per i medici è definitivo?
No. Anche nel 2026 resta una misura temporanea, legata alla carenza di personale.
Quando partirà davvero la riforma della non autosufficienza?
La sperimentazione inizierà nel 2027, con estensione nazionale prevista nel 2028.
Cosa cambia per i pronto soccorso?
Restano in vigore regole flessibili per concorsi, pensionamenti e contratti, per garantire continuità ai servizi.
