Un libro che va oltre la semplice cronaca sportiva: “Correre oltre, oltre il correre” racconta la vita e l’impegno di Giulio Civitella, ultramaratoneta e volontario, che trasforma ogni chilometro percorso in un gesto concreto di solidarietà. Tra endurance, inclusione e crescita personale, il testo propone una lettura che unisce fatica fisica, emozione e responsabilità sociale. Abbiamo intervistato l’autore che da anni promuove iniziative sociali su tutto il territorio italiano. Vicepresidente dei MaratonAbili, lavora affinché persone con disabilità possano partecipare alle gare, offrendo loro strumenti e supporto per vivere l’esperienza sportiva in piena inclusione.
Il suo impegno si estende anche alla Fondazione Telethon, contribuendo a raccogliere fondi per la ricerca sulle malattie rare. In questo modo, la corsa diventa non solo prestazione, ma un vero mezzo per aiutare gli altri e diffondere valori di solidarietà.

La corsa come percorso di crescita personale
Indice dei contenuti
Il libro narra la storia di Civitella come percorso interiore: chilometro dopo chilometro, le sfide fisiche si trasformano in riflessioni profonde e opportunità di cambiamento. Ogni gara, ogni allenamento diventa metafora di resistenza, forza d’animo e generosità. Le cadute e le ripartenze, le sconfitte e le vittorie, mostrano come lo sport possa essere strumento di trasformazione e crescita personale.
Dalle prime corse alle ultramaratone
La narrazione accompagna il lettore lungo le tappe fondamentali della vita sportiva dell’autore: dalle prime corse amatoriali fino alle ultramaratone più estreme. Accanto alla performance atletica, emerge l’impegno sociale, che rappresenta il vero cuore del percorso di Civitella. Le esperienze con i MaratonAbili illustrano come lo sport possa diventare condivisione, inclusione e senso di comunità.
Un messaggio per tutti
“Correre oltre, oltre il correre” si rivolge agli sportivi e a chiunque cerchi motivazione, storie di resilienza e insegnamenti sul valore del sostegno reciproco troverà in queste pagine un invito a superare i propri limiti, fisici e mentali. Il libro dimostra che la fatica può trasformarsi in speranza e che ogni passo, oltre a portare avanti l’atleta, può aiutare gli altri.

L’intervista a Giulio Civitella
Cosa significa per te “correre oltre, oltre il correre” e come nasce il titolo del libro?
«Ho iniziato a correre sfidando sempre me stesso , e approcciandomi al mondo delle gare , mi sono accorto che provavo un senso di benessere psicofisico ogni qual volta che aumentavo la distanza rispetto alla gara precedente. Oltre il correre, perché ogni podista, ma direi ogni sportivo ha un micromondo personale composto da esperienze di vita, positive e negative che poi lui stesso deve essere bravo a combinare migliorandosi nella vita reale. Il titolo del libro è nato dalla consapevolezza di aver chiuso un cerchio con l’arrivo della Ultra maratona Milano Sanremo 25, l’ultra maratona non stop più lunga d’Europa, combinando la vita agonistica con la vita privata.»
Quale momento della tua carriera sportiva ha rappresentato una vera svolta personale?
«La svolta sportiva è avvenuta nel maggio 2017, quando ho terminato per la prima volta la 100 km del Passatore. In quell’occasione mi sono reso conto che ero capace di affrontare distanze impegnative, facendo leva sulla mia forza mentale.»
In che modo le attività con MaratonAbili hanno cambiato la tua visione dello sport e dell’inclusione?
«L’attività con i maratonabili è una delle attività piu arricchenti per un podista. Come mi piace ripetere spesso agli occhi di chi ci guarda, sembra che noi spingitori, facciammo qualcosa di buono per questi ragazzi. Ma è esattamente il contrario. Ogni podista che si approccia all’attività sportiva (da adulto), quando inizia ad ottenere i primi risultati degni di nota (sia chiaro frutto di sacrificio) perde un po’ il contatto con la realtà, diventando anche altezzoso. Invece questi ragazzi ti fanno ricordare quanto sia facile divertirsi con il poco che si ha.»
Raccontaci un episodio in cui la corsa ti ha permesso di aiutare concretamente qualcun altro
«Nel dicembre 2020 in piena emergenza Covid-19 ho organizzato una corsa in solitaria con amici, che correvano ognuno nel proprio luogo di origine per raccogliere fondi per una associazione che necessitava di ausili per la disabilità.»
Come bilanci il percorso sportivo estremo con l’impegno nel volontariato e nella solidarietà?
«Sono un ultra maratoneta e mi piace competere sfidando il mio risultato sportivo nella gara precedente , ma conoscendo con largo anticipo il calendario delle gare Maratonabili, cerco di essere presente sempre anche con loro. Se proprio devo evitare eventi maratonabili, allora preferisco saltare le competizioni da 10 km per dare più spazio ai miei allenamenti. Per quanto riguarda il mio impegno con Telethon , alle mie gare estreme cerco di abbinare sempre raccolte fondi, per sensibilizzare i miei amici sulla ricerca delle malattie geneticamente rare.»
Che ruolo gioca la fatica nella tua crescita personale e nella motivazione che trasmetti agli altri?
«La fatica rappresenta gli sforzi che fanno i ricercatori. Nel 2024 ho partecipato alla Milano Sanremo, ero preparatissimo moralmente, ma il mio fisico ha ceduto dopo 160 km. Ero deluso, amareggiato, ma la referente di Telethon mi ha rincuorato, ricordandomi e paragonando la mia fatica allo sforzo che compiono i ricercatori, asserendo che la strada della ricerca non è lineare, ha degli ostacoli. Ma loro si fermano rielaborano gli errori compiuti e ripartono. Cosi ho fatto anche io e l’anno dopo sono arrivato al traguardo.»
Quali messaggi speri che i lettori portino con sé dopo aver letto il libro?
«Il messaggio che vorrei lasciare ai miei lettori è scritto inquarta di copertina:Cercate di lasciare questo mondo meglio di come l’avete trovato.»
Puoi raccontarci un momento indimenticabile legato a una gara che ti ha segnato profondamente?
«L’arrivo sulla spiaggia di Sanremo il 13 aprile, dopo 43 ore ininterrotte di corsa. Tre regioni attraversate e 285 km percorsi. Gli ultimi km fatti con il mio amico d’infanzia che mi aveva supportato per tutta la gara, la referente di Telethon, un mio caro amico e collega ed un’altra amica. In sottofondo la canzone “Ci sono anch’io” di Max Pezzali, che mia moglie e i miei figli mi hanno dedicato per il mio 50 compleanno.»
Che consigli daresti a chi vuole trasformare la propria passione per lo sport in un progetto di solidarietà?
«Consiglierei di imparare a metterci sempre la faccia e soprattutto di acquisire la consapevolezza che se un progetto bello per gli altri lo puoi pensare, lo puoi anche fare.»
Cosa significa per te il concetto di “oltre” nella vita quotidiana, oltre la corsa stessa?
«’Oltre la corsa’ significa mettersi sempre in gioco, nel presente, non aspettare il cambio lavoro, la pensione o qualche situazione che nel nostro immaginario possa darci tranquillità , il domani è oggi.»
Quando sarà presentato il libro a Roma?
«La presentazione a Roma sara effettuata il 16 giugno al Campidoglio con l’Accademia della Legalità e Paola Vegliantei.»
Presto i dettagli.

