In inverno aumenta la circolazione dei patogeni respiratori, come virus e batteri, soprattutto perché trascorriamo più tempo in ambienti chiusi, favorendo così il contagio. Tra gli agenti patogeni ci sono il virus influenzale, il SARS-CoV-2, il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), i Rhinovirus (responsabili del comune raffreddore) e altri.
Il sistema di sorveglianza integrata epidemiologica e virologica RespiVirNet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), controlla le infezioni respiratorie acute. I virus respiratori sono presenti tutto l’anno, ma in inverno, si diffondono più facilmente a causa delle basse temperature e della maggiore vicinanza tra le persone. Si trasmettono prevalentemente attraverso l’aria e si diffondono molto facilmente attraverso le goccioline di saliva che si producono tossendo, starnutendo o semplicemente parlando. La trasmissione avviene anche per contatto diretto con persone infette o per contatto indiretto attraverso utensili o oggetti.
Come prevenire le infezioni da virus respiratori
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La vaccinazione, disponibile per alcuni degli agenti patogeni che circolano d’inverno, è la principale strategia per prevenire il rischio di malattia. E anche per ridurre la probabilità di sintomi gravi e complicanze come polmoniti, ricoveri. Per l’influenza è consigliato una vaccinazione/richiamo annuale, visto che i virus influenzali mutano frequentemente. La vaccinazione è raccomandata soprattutto per le categorie fragili (anziani, persone con patologie croniche), per gli operatori sanitari e i caregiver. È, tuttavia, consigliata anche al resto della popolazione seguendo sempre le indicazioni del proprio medico di medicina generale e pediatra.
Oltre alle misure farmacologiche (vaccinazione e antivirali), si raccomanda di seguire misure di protezione personali utili per ridurre il rischio di contrarre l’infezione.
Per non trasmettere il virus ad altri è bene:
- Lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente.
- Osservare una buona igiene respiratoria (starnutendo o tossendo in un fazzoletto).
- Restare a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale.
Evitare il contatto stretto con persone con sintomatologia attribuibile all’influenza. - Non toccarsi occhi, naso o bocca e areare spesso i locali.
Gli antibiotici agiscono solo contro batteri, non contro virus
Storicamente il picco, cioè il momento in cui l’incidenza delle infezioni è più alta, si verifica tra fine dicembre e fine febbraio.
È importante notare che una volta superato il picco le infezioni non diminuiscono bruscamente, e anche nelle settimane successive il livello rimane alto, scendendo gradatamente.
Dalla stagione 2025-26, inoltre, la definizione di caso è cambiata ed è più ampia. Oggi include tutti i sintomi che concorrono all’infezione respiratoria acuta (ARI), come l’insorgenza improvvisa dei sintomi e almeno un sintomo respiratorio. Tra questi tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, raffreddore e naso che cola. Ricordiamo che gli antibiotici agiscono solo contro batteri, non contro virus come quelli dell’influenza o del COVID-19. Assumerli senza indicazione medica non solo è inutile, ma può contribuire a favorire la resistenza batterica, rendendo più difficile curare eventuali infezioni future. È importante usarli solo quando il medico li prescrive per infezioni batteriche confermate.
Consigli pratici in caso di influenza
Quando si rimane contagiati è consigliabile rimanere a casa, al caldo e telefonare al proprio medico per avere delle indicazioni sul da farsi. Evitare il contatto con altre persone e seguire un’alimentazione leggera e ricca di vitamine. Bere tisane o spremute può alleviare il senso di spossatezza, la febbre, infatti, fa perdere liquidi e aumenta il rischio di disidratazione. Il riposo si rivela un’ottima arma contro l’influenza: dormire di più ed evitare sforzi fisici contribuisce a riacquistare prima le forze. Cambiare l’aria della stanza e umidificare la stanza. Chiamare il medico in caso di:
- Febbre molto alta che non scende.
- Difficoltà respiratorie.
- Peggioramento dopo 3–4 giorni.
- Condizioni particolari (gravidanza, malattie croniche, persone molto anziane o immunodepresse).
