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IL GRASSO VISCERALE È ASSOCIATO A UN INVECCHIAMENTO CEREBRALE PIÙ RAPIDO, NON È IL PESO IN SÉ A CONTARE, MA DOVE SI ACCUMULA IL GRASSO: LA COMPOSIZIONE CORPOREA È UN INDICATORE CHIAVE DI SALUTE CEREBRALE.

Per anni il grasso corporeo è stato considerato soprattutto un problema estetico o, al massimo, un fattore di rischio cardiovascolare. Oggi, però, la ricerca sta spostando lo sguardo più in profondità, letteralmente dentro l’addome e dentro il cervello. Un nuovo studio presentato alla conferenza annuale della Radiological Society of North America suggerisce che il vero nemico del cervello potrebbe essere il grasso viscerale, quello “nascosto” che avvolge gli organi interni e che spesso sfugge anche a chi non appare in sovrappeso.

Grasso viscerale e cervello: cosa ha scoperto lo studio

I ricercatori hanno analizzato 1.164 adulti con un’età media di circa 55 anni, utilizzando risonanza magnetica total-body per misurare in modo preciso la distribuzione del grasso corporeo e della massa muscolare. A questi dati hanno affiancato un sistema di intelligenza artificiale in grado di stimare il cosiddetto “brain age”, cioè l’età biologica del cervello calcolata sulla base delle sue caratteristiche strutturali.

Il risultato è stato netto. Le persone con un rapporto elevato tra grasso viscerale e massa muscolare presentavano un cervello “più vecchio” rispetto alla loro età anagrafica. Al contrario, il grasso sottocutaneo, quello localizzato sotto la pelle, non mostrava associazioni significative con l’invecchiamento cerebrale stimato.

In altre parole, non tutto il grasso è uguale. Ed è proprio quello che non si vede a rappresentare il rischio maggiore.

Perché il grasso viscerale è diverso dagli altri

Il grasso viscerale non è un semplice deposito energetico. È un tessuto metabolicamente attivo che produce molecole infiammatorie, ormoni e mediatori capaci di influenzare l’intero organismo. Quando è presente in eccesso, favorisce uno stato di infiammazione cronica a basso grado che, nel tempo, può danneggiare anche il cervello.

Studi precedenti avevano già collegato l’obesità addominale a una riduzione del volume della materia grigia e a un aumento delle lesioni della sostanza bianca, due indicatori considerati segnali precoci di degenerazione cerebrale. Queste alterazioni strutturali sono associate a un rischio maggiore di declino cognitivo, problemi di memoria, rallentamento dei processi di ragionamento e riduzione della velocità di elaborazione delle informazioni.

Il nuovo studio rafforza l’ipotesi che il cervello risenta in modo diretto dell’equilibrio tra massa muscolare e grasso viscerale, più che del peso complessivo.

Perché il BMI non basta più

Per decenni l’indice di massa corporea è stato lo strumento di riferimento per valutare il rischio legato al peso. Tuttavia, il BMI non distingue tra massa muscolare e massa grassa, né indica dove il grasso si accumula. Due persone con lo stesso BMI possono avere profili di rischio completamente diversi.

I dati emersi indicano che la composizione corporea è un parametro molto più informativo quando si parla di salute cerebrale. Un soggetto normopeso con poco muscolo e molto grasso viscerale può essere più a rischio, dal punto di vista neurologico, di una persona leggermente sovrappeso ma con buona massa muscolare e bassa adiposità addominale.

Come si diagnostica il grasso viscerale “nascosto”

Il grasso viscerale non può essere valutato con una semplice bilancia. Gli strumenti più affidabili sono quelli di imaging e di analisi della composizione corporea.

Metodi per valutare il grasso viscerale

MetodoCosa misuraAffidabilità
Risonanza magneticaDistribuzione precisa di grasso e muscoloMolto alta
TACVolume del grasso addominaleMolto alta
DEXAMassa grassa e magraAlta
Bioimpedenziometria avanzataStima del grasso visceraleMedia
Circonferenza vitaIndicatore indirettoBassa–media

Nella pratica clinica quotidiana, la circonferenza vita resta un primo segnale d’allarme, ma non sostituisce una valutazione approfondita nei soggetti a rischio.

Come prevenire l’accumulo di grasso viscerale

La buona notizia è che il grasso viscerale risponde in modo significativo allo stile di vita. A differenza di quello sottocutaneo, tende a ridursi più rapidamente quando si interviene su alimentazione, attività fisica e qualità del sonno.

L’attività fisica regolare, in particolare l’allenamento di forza associato al movimento aerobico, favorisce l’aumento della massa muscolare e migliora il rapporto muscolo-grasso, che lo studio indica come determinante per la salute cerebrale. Anche l’alimentazione gioca un ruolo centrale: modelli alimentari ricchi di fibre, proteine di qualità, grassi insaturi e poveri di zuccheri raffinati contribuiscono a ridurre l’infiammazione sistemica.

Dormire poco o male, così come lo stress cronico, favoriscono invece l’accumulo di grasso addominale attraverso alterazioni ormonali, in particolare del cortisolo.

Corpo e cervello: una relazione più stretta di quanto pensiamo

I risultati dello studio presentato alla RSNA rafforzano un messaggio che sta emergendo con sempre maggiore chiarezza: la salute del cervello non è separata da quella del corpo. Prendersi cura della composizione corporea non significa solo ridurre il rischio di diabete o malattie cardiovascolari, ma anche proteggere le funzioni cognitive nel tempo.

In questa prospettiva, l’invecchiamento cerebrale non è un destino inevitabile, ma un processo sul quale è possibile intervenire molto prima che compaiano i primi sintomi.

DOMANDE FREQUENTI (FAQ)

Il grasso viscerale può esserci anche se non sono sovrappeso?
Sì. È possibile avere un peso normale ma un’elevata quantità di grasso viscerale, soprattutto in presenza di scarsa massa muscolare.

Il grasso sottocutaneo è meno pericoloso?
Sulla base degli studi attuali, il grasso sottocutaneo sembra avere un impatto molto minore sull’invecchiamento cerebrale rispetto a quello viscerale.

Qual è il modo migliore per ridurre il grasso viscerale?
La combinazione di attività fisica regolare, allenamento di forza, alimentazione equilibrata e buon sonno è l’approccio più efficace.

La perdita di peso basta a proteggere il cervello?
Non sempre. Conta soprattutto migliorare la composizione corporea, aumentando il muscolo e riducendo il grasso viscerale.